«Maciste contro Tutti», venticinque anni dopo una mostra e un concerto per celebrare la nascita dei Csi al Centro Pecci VIDEO

Doveva essere una serata di commiato e invece fu un grande rito collettivo di festa, l’inizio di una delle storie musicali più importanti degli anni Novanta: quella dei Csi di Giovanni Lindo Ferretti.
Venticinque anni fa, il 18 settembre 1992, l’anfiteatro del Centro Pecci ospitò un concerto rimasto nella storia del rock indipendente italiano. Quella serata, inserita nel Festival delle Colline, si chiamava «Maciste contro Tutti». C’erano i Disciplinatha, gli Ustmamò e CCCP, anzi i Csi, o meglio: tutti e due.

Due anni prima la band di Ferretti, Maroccolo, Magnelli, Canali e Zamboni aveva pubblicato l’album «Epica Etica Etnica Pathos», testamento concepito per concludere la «Fedeltà alla Linea» dei CCCP. Le diciassette tracce di quel disco doppio non furono mai eseguite dal vivo, il gruppo si era sciolto mettendo la parola fine ad una storia musicale unica e originale, come poche in Italia.

 

Epica Etica Etnica Pathos – album e foto originale in mostra al Pecci

 

Nel 1992, l’allora responsabile della sezione avvenimenti del Centro Pecci, Mario Bufano contatta la band e lancia una proposta: «Fate qualcosa. Senza impegno». L’idea piace e il gruppo pensa subito di dare la possibilità al pubblico di poter, finalmente, ascoltare dal vivo i brani di quell’album registrato due anni prima.

Sul palco allestito al Pecci salgono gli ex CCCP, alla fine del concerto gli stessi si faranno chiamare Csi, Consorzio suonatori indipendenti. Lo stesso acronimo con cui gli Stati dell’ex Unione Sovietica avevano deciso di chiamarsi dopo lo fine dell’Urss.
Fu una serata «spiazzante», Ferretti in giacca e cravatta annuncia il programma del concerto: «Come sapete CCCP non esiste più, per cui stasera, in via del tutto eccezionale, il Consorzio suonatori indipendenti suonerà per voi. Spero sia una bella serata».

 

 

Oggi. 25 anni dopo «Settembre Prato è Spettacolo» ha deciso di celebrare l’anniversario con un concerto e una mostra. Il curatore è Fabio Fantini, all’epoca spettatore del concertine e poi, dal 1996 al 2001, addetto stampa e promozione del «ramo fiorentino» dei Consorzio produttori indipendenti, casa discografica creata dai componenti del gruppo.

La mostra. Si inaugura, naturalmente al Pecci, oggi pomeriggio, giovedì 31 alle 18, e rimarrà aperta fino al 28 settembre. L’allestimento, curato da Fantini in collaborazione con Stefano Pezzato, racconta il passaggio dai CCCP ai Csi: morte, trasformazione, rinascita. Ci saranno le foto originali di «Epica Etica Etnica Pathos», scattate dal grande fotografo Luigi Ghirri, e il basso di Gianni Maroccolo. E poi foto della serata del 1992, manifesti e comunicati stampa dell’epoca. Sarà proiettato un documentario realizzato da Pratosfera intitolato «Non ora, non qui», con le interviste ai componenti dei CCCP-Csi. E poi video inediti tratti dall’archivio personale di Francesco Magnelli: «Fuochi nella notte, una prova» e «Un backstage».

Il concerto. Domenica 10 settembre torna «Maciste contro Tutti» all’anfiteatro del Pecci, alle 21,30 (ingresso 25 euro). Sul palco i protagonisti di allora (assente Ferretti) assieme ad alcuni ospiti: Francesco Magnelli, Gianni Maroccolo, Massimo Zamboni, Giorgio Canali, Ginevra De Marco, Fatur, Max Collini, Francesco Di Bella, Angela Baraldi, Peppe Voltarelli. Insieme eseguiranno i brani di «Epica Etica Etnica Pathos».

 

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