Tragedia Tignamica: il console cinese incontra il procuratore Nicolosi e promette collaborazione

Il console cinese Wang Fuguo ha incontrato stamani a Palazzo di Giustizia il procuratore capo Giuseppe Nicolosi, che nei giorni scorsi, dopo la tragedia di Vaiano, aveva rinnovato l’appello alla comunità cinese a rompere il muro di omertà e aveva chiamato in causa le autorità diplomatiche cinesi affinchè fornissero piena collaborazione alle indagini.
Già in passato il procuratore Nicolosi aveva stigmatizzato la risposta negativa ricevuta dal consolato alla richiesta di avere indicazioni su possibili interpreti e traduttori cinesi, che sono fondamentali per portare avanti indagini e processi lunghi e complessi, come quello sul rogo alla Teresa Moda. Il console cinese ha preso contatti con il comandante dei carabinieri di Prato, il tenente colonnello Marco Grandini, e stamani, nel corso dell’incontro, si è impegnato a cercare alcuni possibili interpreti e traduttori, anche se i loro profili dovranno assicurare la piena conoscenza della lingua italiana e la dovuta affidabilità.


Quanto al “nuovo” fenomeno delle taglia e cuci all’interno delle abitazioni, il console ha rivendicato, nell’ambito del Piano Lavoro Sicuro, l’impegno nel sensibilizzare alla legalità le ditte esistenti, ma il procuratore Nicolosi ha sottolineato come le confezioni fantasma siano parte attiva del sistema di produzione e ricevano commesse da altre aziende del tessile-abbigliamento orientale.
Intanto vanno avanti le indagini dei carabinieri sulla morte di Fu Bin, 39 anni e Zhao Junling 37 anni: l’identità delle vittime dell’incendio nella mansarda della Tignamica è stata confermata proprio dal consolato cinese, grazie al riconoscimento da parte dei familiari che si trovano in Cina. I sopralluoghi compiuti nei giorni scorsi dagli inquirenti hanno consentito di trovare elementi utili a rintracciare alcuni dei cinesi che abitavano e con ogni probabilità lavoravano nella palazzina. I carabinieri hanno sentito anche il marito dell’affittuaria, la quale è al momento l’unica indagata con l’accusa di omicidio colposo plurimo e omissione dolosa di cautele sui luoghi di lavoro.

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