Legati da una Cintola, in piazza del Comune la conversazione tra Montanari e Petrà: «La reliquia continua a fare “il suo mestiere” se ancora oggi unisce la città» VIDEO e FOTO

La Sacra Cintola, il simbolo religioso e civile della città, è stata la protagonista del talk show di Tv Prato andato in scena lunedì 4 settembre in piazza del Comune. L’iniziativa, promossa dall’emittente cittadina assieme al Comune di Prato, voleva essere il «prologo» della mostra dedicata alla storia della preziosa reliquia allestita a Palazzo Pretorio e visitabile a partire dall’8 settembre.

In piazza, davanti alle telecamere e a un folto pubblico composto da tanti pratesi, hanno parlato della Sacra Cintola lo storico dell’arte Tomaso Montanari, docente all’Università Federico II di Napoli, e monsignor Basilio Petrà, teologo e grande esperto di cristianità orientale. A condurre il talk il direttore di Tv Prato Gianni Rossi. Presenti all’iniziativa il sindaco Matteo Biffoni e molti componenti di giunta, il vescovo Franco Agostinelli, con il vicario generale mons. Nedo Mannucci e altre autorità cittadine.

«Prato è uscito dall’anonimato storico grazie alla Cintola – ha affermato mons. Petrà – prima di essa la città non rientrava nella geografia significativa del tempo». Il sacerdote ha sottolineato come la reliquia rappresenti un «bene comune importante e condiviso della città e della chiesa di Prato. Essa – ha proseguito – è fonte di energie per il bene della città, essa significa identità e potenzialità di sviluppo, in tutte le sue forme della vita civile». Per fare un esempio di come le caratteristiche della Cintola siano intrinsecamente legate allo sviluppo cittadino, mons. Petrà ha citato la figura di Datini e il suo motto «In nome di Dio e del guadagno».

Per Montanari la Sacra Cintola «continua a fare il suo mestiere se unisce ancora oggi». Lo storico dell’arte afferma che «la storia della reliquia – così come quella di ogni simbolo popolare – si appanna quando viene privatizzata, come avvenne durante il potere mediceo, quando i Medici mostrano la Sacra Cintola privatamente ai propri ospiti. Invece – osserva Montanari – essa è come uno spazio pubblico, condiviso, nato per unire». Secondo Montanari «tutti devono avere il diritto di vedere, di “toccare” la Cintola. Se lo facciamo investiamo nella comunità che in essa si riconosce».

 

La Cintola come un «palladio», il simulacro che secondo le antiche credenze aveva il potere di difendere le città. «Essa coniuga identità e apertura, che non sono in antitesi – avverte mons. Petrà –, la reliquia esercita un forte legame tra le persone presenti a Prato e quelle che sono in continuità con la città. Qui non ci sono solo cinesi, ma anche uomini e donne di religione ortodossa, domenica scorsa la comunità ucraina si è riunita in cattedrale per omaggiare la Cintola – dice il sacerdote – e non dimentichiamo che l’islamismo, nella sura 19 del Corano, dà rilievo a Maria come madre vergine di Gesù». Dunque, prosegue mons. Petrà: «chi vuole entrare nella cultura pratese incontra questa realtà se noi gliela facciamo incontrare. Le scuole possono avere questo compito di mantenere la continuità della identità storica e civile. L’apertura e l’accoglienza non sono un valore perché riconducibili a noi ma lo sono intrinsecamente».

 

Infine Montanari ha usato una frase sottolineata con un applauso dal numeroso pubblico presente: «dobbiamo avere fiducia nella conoscenza. La Cintola è storia della conoscenza e della incredulità, quella dell’apostolo Tommaso che l’ha avuta direttamente dalla Madonna. Tutti hanno il diritto di vedere, in prima persona, senza delegare. Non sottovalutiamo tutto questo – ha concluso lo storico dell’arte – altrimenti tutto diventa intrattenimento, show. A scuola non si diventa colti, informati, ma si dovrebbe diventare cittadini, perché c’è un nesso tra la conoscenza, il conoscere ed essere sovrani, nell’esercitare la propria sovranità. Per far questo servono gli strumenti della conoscenza».

 

Durante il talk mons. Basilio Petrà ha raccontato la storia della Sacra Cintola, di come il mercante Michele l’abbia portata a Prato come dote per aver sposato, in segreto, la giovane Maria, figlia di un sacerdote cristiano di rito orientale.

La serata verrà ritrasmessa da Tv Prato oggi alle 17, mercoledì 6 settembre alle 10 e alle 23,45, sabato 9 alle 14 e alle 21,20, domenica 10 alle 14, sempre sul canale 74 del digitale terrestre e in streaming su tvprato.it.

 

 

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