Piano Lavoro Sicuro, 660 ispezioni nella fase 2: ancora tante le irregolarità. Presto controlli fiscali mirati

“Possiamo e dobbiamo migliorare ancora l’entità e la qualità dei controlli per far emergere il lavoro sommerso e costringere le imprese cinesi a mettersi in regola. Vanno colpite le aziende cinesi irregolari ma anche tutte le connivenze, anche quelle italiane qualora ci fossero, perché non possiamo permettere che si ripetano incidenti come quello avvenuto alla Tignamica qualche settimana fa”. Lo ha detto il sindaco Matteo Biffoni intervenendo alla riunione periodica del tavolo per il Piano Lavoro Sicuro della Regione Toscana che si è  svolto oggi pomeriggio nella sala Giunta del palazzo comunale.

“Serve un innalzamento dell’attenzione verso i fenomeni nuovi che stanno emergendo, come quello delle attività produttive allestite dentro le civili abitazioni. Per raggiungere questi obiettivi, tutti gli attori protagonisti del tavolo devono fare squadra, cominciando col richiedere un incremento degli organici della Direzione territoriale del lavoro, il cui coinvolgimento è fondamentale per contrastare il lavoro nero”.

Dal mese di maggio, il Piano è entrato nella cosiddetta fase due, che ha ampliato e affinato la qualità dei controlli.
In questo periodo, ha spiegato Renzo Berti, coordinatore del tavolo per conto della Regione, nella provincia di Prato sono state effettuate 660 ispezioni.
Solo il 23,8 per cento delle aziende controllate è risultato in regola con le prescrizioni di legge contro il 29,6 per cento del passato, “ma questo dato”, ha sottolineato Berti, “va letto in modo corretto, perché grazie ai controlli più raffinati sono aumentate in modo esponenziali le irregolarità di carattere amministrativo, mentre registriamo un calo delle irregolarità penali”.
Sono infatti diminuite le irregolarità igienico sanitarie (dal 37 al 17,6 per cento), quelle relative agli impianti elettrici (dal 27,4 all’8 per cento), i dormitori dal 19,9 a circa il 9 per cento).

La nuova frontiera dei controlli saranno le abitazioni in cui c’è il fondato sospetto che siano operative delle attività produttive. “La Polizia Municipale”, ha spiegato il sindaco Biffoni, “si sta già muovendo su questo fronte, sulla base di esposti che ci sono pervenuti”.

Nel caso di questa tipologia di controlli, che non possono scattare in automatico come avviene nel caso delle aziende all’interno dei capannoni, si dovrà agire d’intesa con la Procura che, è emerso nel corso della riunione, si è detta disponibile a garantire la sua collaborazione.

Con il protocollo d’intesa siglato da Regione Toscana e Agenzia delle entrate nel mese di luglio, dalle prossime settimane saranno possibili anche controlli fiscali mirati. Ultimo capitolo, il contrasto al lavoro nero con i controlli sui contratti di lavoro. Su questo fronte, però occorre un ampliamento dell’organico della Direzione territoriale del lavoro, che sarà avanzata nei prossimi giorni dagli attori del tavolo con una richiesta formale.

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