Prato partecipa, l’epilogo: “Questa classe politica confonde la partecipazione con la consultazione” VIDEO

“Cosa ha rappresentato l’esperienza di Prato Partecipa per la politica? Un peso o un’opportunità?”. L’ultimo incontro del forum che da 13 anni porta avanti esperienze di dibattito si è aperto con questo interrogativo provocatorio, posto ai 7 rappresentanti delle liste consiliari presenti (Aldo Milone per Prato libera e sicura; Rita Pieri, capogruppo in consiglio di Forza Italia; Antonio Longo, consigliere di Energie per l’Italia; Dante Mondanelli per Prato con Cenni; Silvia La Vita per il Movimento 5 Stelle; Rosanna Sciumbata per Biffoni per Prato; Paola Tassi in rappresentanza del Partito democratico. Mancavano solo i due consiglieri indipendenti Marilena Garnier ed Emanuele Berselli). Tutti d’accordo, gli interrogati, nel dire che Prato partecipa è stato uno stimolo a fare meglio, per la città e per la politica stessa. Eppure quest’ultima – hanno ribattuto i cittadini – ha fatto ben poco per far approdare in consiglio le varie istanze dibattute ai tavoli: le “case della partecipazione” che si era suggerito di far nascere nelle sedi delle ex circoscrizioni e le proposte per dare nuove funzioni al Misericordia e Dolce sono rimaste lettera morta. “Gli 11 percorsi partecipativi che questa amministrazione si vanta di aver messo in moto non sono vera partecipazione dal basso: non siamo contrari alla consultazione dall’alto – ha tuonato il presidente di Prato partecipa, il dottor Paolo Sanesi -, ma non contrabbandiamola per partecipazione. I tradimenti semantici rimangono”.

Ascolta l’intervista al presidente di Prato partecipa Paolo Sanesi

Ascolta la risposta dell’assessore comunale con delega alla Partecipazione Simone Mangani

Una sessantina di partecipanti, quasi tre ore di discussione durante le quali hanno trovato spazio sia l’excursus delle iniziative portate avanti da Prato partecipa sia il dibattito acceso. Il rapporto tra cittadino e politico ha assunto ad un certo punto i tratti della lite tra innamorati, con il primo che recriminava al secondo di rispondere poco alle email (soprattutto quelle che veicolavano il dossier con le proposte sulla sicurezza). Segno di istituzioni lontane, troppo lontane, dalla cittadinanza.

Ascolta l’intervista alla capogruppo in Consiglio di Forza Italia Rita Pieri

Lucrezia Sandri

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