Produzione d’olio in calo del 30%, ma la qualità è eccellente. Agricoltori pratesi preoccupati per il boom di orti cinesi VIDEO

Quest’anno la provincia pratese produrrà il 30% in meno di olio rispetto al 2016. Le eccezionali condizioni climatiche dell’estate – leggi alla voce “siccità” – hanno fatto andare in stress idrico gli olivi dimezzandone i frutti. Il calo di produzione dell’ “oro verde” toscano segue un trend che va avanti ormai da qualche anno e al quale pare che ci si debba abituare. Il cambiamento climatico in atto, con l’estrema variabilità del tempo, ha ormai sconvolto i livelli e le quantità di produzione, come riferito da Claudio Lombardi, responsabile d’area di Coldiretti, durante la trasmissione “Parliamoci chiaro” andata in onda ieri sera:

Non solo la siccità: a fare danni agli olivi è stata anche la gelata primaverile, ha spiegato Filippo Contini Bonacossi della Tenuta di Capezzana, visitata, peraltro, pochi giorni fa dal New York Times, preoccupato per le cifre al ribasso dell’olio toscano. “Visto che la siccità sta diventando una regola, è necessario incentivare nuovi invasi”, ha commentato il consigliere regionale Nicola Ciolini. D’accordo Filippo Contini Bonacossi, che ha messo però in rilievo gli ostacoli legati ad un eccesso di burocrazia:

Durante la trasmissione, sono intervenuti in collegamento anche i produttori dell’azienda Boretti di via delle Fonti, alla cui guida c’è un ventiseienne che ha deciso di continuare l’attività di famiglia, tra pannocchie di grano e trattori. In Toscana sempre più under 30 hanno in mano le redini di imprese agroalimentari e Prato, con il suo 7,4%, supera addirittura la media nazionale.

E poi c’è la questione degli orti ‘fai da te’ cinesi. L’azienda Boretti si trova in via delle Fonti, parte sud di Prato, che non molto tempo fa aveva dovuto vedersela col caso degli ettari di terreno acquisiti dai concittadini cinesi, che coltivavano con sementi e fitofarmaci di dubbia provenienza, vendendo poi i prodotti a prezzi stracciati. “Il problema non è affatto risolto – ci dicono dall’azienda Boretti – e la concorrenza è attuata sul piano dell’acquisto dei terreni”:

Lucrezia Sandri

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