Ius soli, se ne è discusso ieri sera a Parliamoci chiaro: pochi i maggiorenni stranieri a Prato che fino ad ora hanno richiesto la cittadinanza italiana VIDEO

Approvata la legge sul biotestamento, risulta in salita la strada dello Ius soli, la nuova normativa sulla cittadinanza approvata alla Camera nel 2015 e attualmente ferma in Senato, in attesa di votazione. Se ne è parlato ieri sera a Parliamoci chiaro, il settimanale di attualità e approfondimento di Tv Prato, in compagnia di Simone Faggi, vicesindaco del comune di Prato; del consigliere di Forza Italia Giorgio Silli, del coordinatore regionale di Campo progressista Diego Blasi e di Cosimo Zecchi, esponente di Fratelli d’Italia. La proposta di legge prevede il conferimento della cittadinanza ai bambini nati in Italia che abbiano un genitore presente sul suolo italiano da almeno 5 anni, con un reddito minimo, un lavoro e un alloggio. Con lo ius culturae, diventerebbero cittadini italiani anche i bambini arrivati in Italia fino ai 12 anni di età e che abbiano compito almeno un ciclo scolastico. Favorevoli alla legge, Partito democratico e tutta la compagine della sinistra; contrari, lo schieramento di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia.

Ascolta gli interventi di Simone Faggi e Giorgio Silli durante la trasmissione

L’attuale normativa prevede la richiesta di cittadinanza a 18 anni dopo 10 anni di residenza in Italia. Nel comune di Prato sono 9.883 i minori stranieri residenti: ancora non è stata fatta una statistica su quanti possiedono i requisiti per poter diventare eventualmente cittadini italiani con l’approvazione della legge. Quel che si può dire con certezza è cosa è successo fino ad ora in termini di richieste di cittadinanza all’interno della comunità straniera più popolosa di Prato, ossia quella cinese. Dal 2014 al 2016 si nota un ampliamento della platea degli aventi diritto, ma, di pari passo, anche una regressione nel numero delle richieste di cittadinanza. Nel 2014 su 150 diciottenni con gli occhi a mandorla residenti a Prato (di cui 40 nati a Prato, 12 in Italia e 98 all’estero), solo 47 hanno fatto domanda per diventare italiani a tutti gli effetti. Nel 2015, su 168 aventi diritto in 43 hanno chiesto la cittadinanza; nel 2016 sono stati 42 su 197. Secondo le regole vigenti in Cina, se si ottiene la cittadinanza italiana, si perde il passaporto cinese. In generale non sono molte le richieste da parte dei neomaggiorenni stranieri residenti nella nostra città: 8 nel 2014, 13 nel 2015, 9 nel 2016.

In collegamento dall’Istituto Buzzi, dove si tengono i corsi serali rivolti agli adulti che vogliono ottenere il diploma (tra di loro molti stranieri), anche alcuni ragazzi che avrebbero potuto beneficiare della proposta di legge:

Lucrezia Sandri

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