Reati in calo nel 2017, ma aumentano i poliziotti feriti in servizio. Il questore Cesareo: “Alcuni soggetti devono essere trattati in altre sedi”

Sono diminuiti del 7% i reati denunciati alla Questura di Prato nel 2017 rispetto all’anno precedente: 3696 contro 3433. Un trend, che però, nel primo trimestre di quest’anno si è invertito, facendo registrare una crescita del 4%: 936 delitti a fronte degli 897 del primo trimestre 2017.
I dati sono stati resi noti in occasione della Festa per il 166° anniversario della Polizia. Lo scorso anno la diminuzione dei reati ha riguardato la maggior parte delle fattispecie, a cominciare da omicidi (passati da 2 a 0) e tentati omicidi (da 4 ad 1). Le denunce per lesioni dolose sono scese da 106 a 85; aumentano invece le minacce 139, rispetto alle 93 del 2016. Per quanto riguarda i reati predatori i furti nel 2017 sono diminuiti del 20% (1364 contro 1699), ma a inizio 2018 sono tornati a crescere (424 rispetto a 374). Il calo dello scorso anno riguarda tutte le tipologie di furti, tranne quelli su auto in sosta, rimasti stazionari (300 l’anno). I furti in appartamento denunciati alla polizia sono scesi a 175 rispetto ai 273 del 2016 e sono crollati anche gli scippi 40, contro i 141 dell’anno precedente. Quanto alle spaccate e ai furti nei negozi, la polizia procede per 188 episodi denunciati nel 2017.
Stazionarie rapine (83, ma nessuna in banca), danneggiamenti e truffe informatiche, mentre sono in calo le denunce per droga: 86 rispetto alle 146 del 2016.

Arresti, denunce e sequestri: tutti i numeri del 2017

In 13 mesi (marzo 2017-marzo 2018), la Questura di Prato ha messo sul campo 1976 pattuglie (più ulteriori 576 pattuglie straordinarie), risposto a quasi 40 mila chiamate al 113, sequestrato 30 kg di droga e 101.000 euro tramite la squadra mobile, che ha effettuato 124 arresti e 43 denunce. Imponenti i numeri dell’ufficio immigrazione, che in un anno ha trattato 33.794 pratiche di soggiorno producendo 23.143 permessi, ma anche denunciato 600 cittadini stranieri che hanno prodotto istanza di regolarizzazione attraverso dichiarazioni false.
Aumentano le misure di prevenzione: avvisi orali, ammonimenti, fogli di via, proposta di sorveglianza speciale e misure urgenti per fatti di stalking, cresciute dell’80% nel primo trimestre di quest’anno. Cinque i provvedimenti di chiusura di esercizi pubblici per motivi di ordine pubblico, in base all’art. 100 del Tulps.

“Prevedere” i reati

Nel suo discorso, il questore Alessio Cesareo ha rivendicato il lavoro dei suoi uomini: “La Questura di Prato – ha detto – ha attuato nell’anno trascorso, posso dire con fierezza e convinzione, la direttiva per la parte di competenza, contribuendo all’ulteriore contenimento dell’indice di criminalità che aveva reso negli ultimi anni la città di Prato una città meno sicura e ai vertici di una classifica non proprio soddisfacente”. Il questore ha poi citato la recente introduzione, in via sperimentale, del sistema informatico previsionale dei reati predatori denominato X LAW. Un sistema che prevede l’inserimento di una serie di dati sensibili riguardanti la distribuzione delle aree artigianali, industriali, commerciali e residenziali e l’inserimento della localizzazione di reati avvenuti sul territorio. In questo modo, tramite un algoritmo, il sistema individua le zone dove possono verificarsi i reati predatori, con un margine orario che consente di dislocare in maniera oculata le volanti disponibili sul territorio. “In questo primo periodo – ha affermato il questore – il sistema è risultato attendibile per oltre il 90% dei casi dal medesimo segnalati”.

“Basta poliziotti feriti”

Infine il questore Cesareo ha stigmatizzato l’aumento del numero di poliziotti feriti nello svolgimento del loro servizio: a Prato sono stati ben 18 negli ultimi 15 mesi e su scala nazionale il fenomeno nel 2017 è cresciuto del 21,8%.
“E’ un prezzo davvero elevato ed ingiustificato – ha affermato Alessio Cesareo – Bisogna dire basta a quelle condotte da parte di pregiudicati comuni, di persona in preda all’alcol e sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, di soggetti interessati da patologie neurologiche e psichiatriche, le quali in ragione di tali peculiari condizioni fisiche, debbono essere adeguatamente trattati in altre sedi con idonee terapie, che evitino il coinvolgimento degli operatori di polizia”.

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