Ecco Robocam, il robot che da giugno vigilerà sulla pista ciclabile di via Firenze FOTO e VIDEO

E’ realizzato completamente in plastica riciclata, è alto circa un metro e mezzo, ha un monitor interattivo sulla pancia ed è una femmina: è questo il prototipo di Robocam, uno dei due robot che sorveglieranno le piste ciclabili lungo il Bisenzio, realizzato dall’istituto di Bio Robotica della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa nell’ambito del progetto del Parco fluviale Riversibility del Comune di Prato. Un progetto costato 95 mila euro, di cui 66 mila finanziati dalla Regione Toscana, che mira a migliorare la sicurezza degli spazi pubblici attraverso le nuove tecnologie. I robottini saranno inizialmente utilizzati come telecamere mobili; già da oggi possono essere direzionati da remoto e riescono a interagire con le persone grazie ad uno schermo interattivo che consente di fare videochiamate. A partire da giugno, quando comincerà la sperimentazione sul campo, i due robot dovranno rendersi sempre più autonomi: grazie ai sensori e agli algoritmi che saranno sviluppati dagli ingegneri del Sant’Anna, dovranno imparare ad interagire con le persone che popolano le piste ciclabili. Non dovranno costituire un ostacolo, ma anzi essere di aiuto facendo scattare, ad esempio, chiamate di emergenza, nel caso in cui riconoscano persone sdraiate a terra bisognose di soccorso, oppure individuando assembramenti paragonabili ad una rissa.

I due robot, per i quali è stato sottoscritto un contratto con il San’Anna di Pisa fino a dicembre 2019, verranno impiegati lungo la pista ciclabile di via Firenze: la base operativa sarà in uno dei due container che saranno collocati a poca distanza dallo stadio Lungobisenzio, lato fiume. Il Comune sta definendo con la Questura un accordo per istituire nel secondo container di via Firenze un ufficio a disposizione della polizia, anche nell’ottica di favorire i controlli con gli agenti in bicicletta.
I due robot avranno compiti di videosorveglianza (le telecamere, posizionabili in corrispondenza degli occhi o del taschino, oltre che sullo schermo interattivo saranno collegate con tutte le centrali operative delle forze dell’ordine), ma offriranno anche informazioni e servizi.
Si tratta del primo caso in Europa di sperimentazione di videosorveglianza in un luogo pubblico all’aperto con robot umanoide, finora utilizzato in luoghi chiusi e soprattutto in ambito sanitario.


“Nella prima fase sperimentale, fino a dicembre, ci saranno una serie di collaudi e adeguamenti urbani con graduale messa in autonomia dei robot, in una logica step by step che consenta di garantire una progressiva interazione della macchina con l’ambiente circostante e i cittadini che la frequentano” afferma il responsabile del laboratorio di Bio-Robotica dell’Istituto Sant’Anna Filippo Cavallo.
Le due sentinelle garantiranno la videosorveglianza robotizzata automatica e remota audio/video 7 giorni su 7, con connessione alla centrale di controllo remota per funzionalità di telepresenza e tele-sorveglianza. I robot sono progettati di modo da garantire servizi accessori, ovvero la possibilità di eseguire ulteriori attività contemporaneamente alla videosorveglianza, la loro funzione prioritaria. Tra questi servizi ci sono ad esempio le relazioni con il cittadino e le informazioni turistiche, per ora in italiano e in inglese e poi anche in cinese, ausilio per i cittadini svantaggiati (es. anziani, disabili) quali sistema di guida per non vedenti, avvisi di pericolo per bambini, supporto per utenti con ridotta deambulazione. “Potranno essere teleguidati in remoto da operatori (polizia locale, forze di polizia o personale addetto alla sicurezza dell’area), oppure agiranno autonomamente all’interno dell’area del parco fluviale” afferma il comandante della Polizia Municipale Andrea Pasquinelli.
Inoltre i robot potranno connettersi, attraverso una connessione con servizi in Cloud, con i sistemi di sorveglianza disseminati sul territorio, per acquisire informazioni riguardo la presenza di persone, movimenti o attività nelle aree di interesse. Saranno dotati sul davanti di touch-screen per permettere ai cittadini stessi di usufruire di connessioni dirette con operatori o centralini di pubblica utilità, in caso di criticità, o per ricevere o fornire informazioni alla Pubblica amministrazione.
“Con questa tecnologia abbiamo uno scorcio di futuro nella nostra città. – ha dichiarato il sindaco Matteo Biffoni – La sperimentazione di questa tecnologia serve per capire l’utilizzo e la massima efficacia che può avere su Prato. È un vantaggio che deve servire non solo per la videosorveglianza ma anche, per esempio, per chiamare i servizi in caso di emergenza, per dare informazioni o tenere lo spazio ordinato e curato in modo da vivere in un luogo migliore. La nostra idea è quella di portare nuove disponibilità al servizio pubblico”.
“È interessante rimarcare che nel progetto del parco fluviale si stanno affrontando una molteplicità di temi – ha affermato l’assessore all’Urbanistica Valerio Barberis – dall’associazionismo, allo sport e all’innovazione sulla sicurezza. Questo robot entra in gioco nell’ambito che riguarda la sicurezza degli spazi pubblici come un qualcosa di assolutamente integrato.”
Alla presentazione del prototipo, stamani in Palazzo comunale, sono intervenuti anhe l’assessore all’Innovazione Benedetta Squittieri, e i due “padri” tecnologici del robot: Manuele Bonaccorsi e Marco Scafuro, oltre ai responsabili del progetto Riversibility del Comune Maurizio Silvetti e Franco Cecconi.

2 Commenti

  1. a votare gente che sperpera cosi’ il denaro pubblico,ci vuol no coraggio….di piu’

  2. Sempre grandi idee, purtroppo in una città dove la maggior parte delle persone, NON HA SENSO CIVICO, tantomeno rispetto dell’ambiente. Vedi la nuova “ridicola” pista ciclabile di Via Firenze, che è diventata in vari punti parcheggio per carico scarico non permettendo il passaggio….Il Robocam sarà certamente vandalizzato….bel progetto, ma per un Trentino Alto Adige.

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