Gara Tpl, Cap ha fatto richiesta di accesso agli atti, ma è ancora scontro con la Regione

Cap ha inoltrato alla Regione una richiesta di accesso agli atti in seguito all’assegnazione definitiva ad Autolinee Toscane spa della gara per il trasporto pubblico locale su gomma, ma la documentazione risulta incompleta. A mancare sarebbe il piano economico finanziario in formato Excel, indispensabile a Cap per poter procedere con il ricorso entro il 2 giugno. Secondo quanto riportatoci dal presidente dell’azienda di trasporti pratese Giuseppe Gori, la spiegazione della Regione sarebbe stata che è necessaria l’autorizzazione di Autolinee Toscane per consegnare la documentazione digitale a Cap. Ma quest’ultima non ci sta e ha già inviato una pec in cui si denuncia il fatto definito come “paradossale” che per accedere agli atti venga posta come condizione il consenso di un concorrente. Oltre al ricorso, i legali di Cap stanno valutando tempi e modalità di richiesta di sospensiva del pronunciamento del Consiglio di Stato, previsto per i primi giorni di ottobre.

Intanto il sindaco Matteo Biffoni ha incontrato i vertici di Cap: “Durante questo incontro abbiamo cercato di capire quali sono gli strumenti in mano all’azienda per cercare di aspettare gli esiti di un percorso giudiziario che va avanti da sei anni e di cui ora saremmo a fine – ha dichiarato Biffoni -. In questo momento ogni anticipazione rischierebbe di creare una difficoltà inutile e insensata. Al presidente Enrico Rossi che dice che l’hanno voluta i Comuni questa gara, rispondo che io certo non l’ho voluta, visto che non c’ero nel 2010. Poi valuto quello che vedo, e constato che stiamo andando avanti da anni e siamo ancora alla fase dei pronunciamenti dei giudici. Nel frattempo la normativa nazionale è anche cambiata”, ha concluso il primo cittadino di Prato.

Gli risponde la Regione, con una dichiarazione dell’assessore ai Trasporti Vincenzo Ceccarelli: “Il sindaco di Prato è un bravo primo cittadino, ma è sorprendente che scopra improvvisamente che la gara per il Tpl non andasse fatta, visto che Prato è stato tra i Comuni che hanno dato mandato alla Regione di farla, questa gara, già nel 2011 e che ha successivamente approvato tutte le decisioni assunte dalla Regione, compreso il contratto-ponte con cui è stata avviata l’attuazione di quanto previsto dal bando di gara. Per quanto riguarda l’aggiudicazione definitiva-  prosegue l’assessore regionale – , non si può non sapere che la decisione presa non è altro che un atto dovuto, pena sicuri ricorsi e richieste di risarcimenti milionari. Pare questo uno strano modo di interpretare il ruolo della politica. Nel rispetto delle leggi e dall’etica, la politica indica l’interesse da perseguire e la struttura tecnica e gestionale individua gli strumenti, i modi e i tempi per conseguirli. La Giunta regionale – dice ancora l’assessore-  il suo ruolo lo ha giocato appieno quando era il momento, e certo i ritardi verificatisi non sono di sua responsabilità; ora l’attenzione è unicamente rivolta a perseguire un miglioramento della qualità del servizio reso ai cittadini e a salvaguardare migliaia di posti di lavoro. Proprio questa mattina, i sindacati compatti hanno ribadito il proprio pieno sostegno alla gara, così come hanno fatto nel corso di questi anni sottoscrivendo documenti nei quali si esprime la consapevolezza che solo questo percorso può garantire la stabilizzazione del settore e la salvaguardia dei posti di lavoro. Ecco perché la Giunta Regionale continua a fidarsi delle scelte tecniche fatte dai propri uffici. Chi indice una gara, non può pretendere di scegliere il vincitore e soprattutto non può assumere un punto di vista troppo locale né deve rischiare di mettere a rischio l’obiettivo generale di dare a tutti i toscani un servizio qualificato ed omogeneo in tutta il territorio”.

Nella giornata di oggi anche i sindacati hanno avuto modo di dire la loro sulla questione Cap, in occasione di un colloquio proprio con il sindaco Biffoni. “Ci sono tutte le clausole di salvaguardia, almeno nel contratto ponte, per il mantenimento degli attuali posti di lavoro – ha riferito Paolo Brogi della Cisl -. Quello che ci preoccupa è un eventuale rinvio del giudizio del Consiglio di Stato: a quel punto il contratto ponte sarà scaduto e sarà necessario concordare un nuovo contratto e un nuovo programma in attesa del pronunciamento dei giudici. E quando questo arriverà, nel frattempo cosa ne sarà stato dell’azienda Cap e del suo know-how?”.

 

LS

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