Centrodestra, volano gli stracci. Mazzetti contro Lega e lista Garnier. Soldi: “Passo indietro su Spada se si fosse candidato Silli” VIDEO

La sensazione è che ci vorrà del tempo prima che torni il sereno in casa del centrodestra. La sconfitta al ballottaggio di domenica scorsa brucia ancora e i rapporti tra Lega e Forza Italia sono tutt’altro che idilliaci. Anche ieri sera a “Parliamoci chiaro”, il settimanale di attualità di TV Prato, la coordinatrice provinciale di Forza Italia, Erica Mazzetti, non le ha mandate a dire. La deputata pratese ne ha avute per tutti: per la Lega che si è imputata sul nome di Spada, poi sconfitto da Biffoni, ma anche per la lista Garnier e per il modo in cui è stata gestita la vicenda dell’apparentamento.

“I miei elettori sono tornati a votare al ballottaggio per Spada” ha replicato Garnier, puntando il dito a sua volta contro Forza Italia.

Per Garnier Spada dovrà essere il punto di riferimento dell’opposizione di centrodestra in consiglio comunale. Mentre Leonardo Soldi, che siederà sui banchi del prossimo consiglio comunale per il Carroccio, ha replicato così a chi accusa la Lega di aver voluto imporre Spada.

Intanto Forza Italia si interroga sul proprio futuro. E lo fa anche Mazzetti rispondendo a una domanda del conduttore Giancarlo Gisonni.

Alla trasmissione ha preso parte anche Carmine Maioriello, che è stato il candidato sindaco del Movimento 5 Stelle, e che in consiglio comunale farà coppia con Silvia La Vita. Ai pentastellati sono andati due seggi, uno in meno della passata legislatura.

1 Commento

  1. La Mazzetti ha ragione: la sconfitta di Spada ha molti padri ed anche qualche madre. Come si fa a sottostare alle richieste di Recaldin che vive in una realta’ che dista materialmente chilometri dalla nostra ed idealmente non ci appartiene? Oltretutto questo soggetto che si è presentato privo di credenziali, poiché risulta che anche nel suo paese, Piove di Sacco(PD), non sia stato scelto per fare il primo cittadino, e con una sicumera ed una arroganza mai viste prima, ha preteso di declinare gli handicap della nostra citta’ abbinandoli a soluzioni tanto semplicistiche quanto palesemente inutili. In cio’ gli ha fatto da madrina e da grande saggio nientepopodimenoche’ la sindaca di Cascina, che si riempie quotidianamente la bocca di esternazioni che possono essere accolte con ilarita’ solo perché Cascina dista diverse decine di chilometri da Prato e per fortuna non ci riguardano in senso stretto altrimenti invece che da ridere ci sarebbe da piangere. Il condimento alla frittata ce l’hanno messo Milone che oramai credo sia uno dei pochi in citta’ che non si sia reso conto che la presenza cinese è diventata una realta’ da gestire con intelligenza e non una questione politica su cui soffiare per appiccare il fuoco e ricavarne un arrosto in termini di consenso elettorale. Quanto alla Garnier che anche lei come Milone non è pratese ma come lui vuol pontificare su questa città, che non essendo la loro conoscono in modo lacunoso, ha fatto troppe giravolte per essere credibile: l’ultima è stata quella di non apparentarsi con la lista di Spada per pararsi da una possibile esclusione dal consiglio Comunale: i temi della sua campagna sono stati poi di una pochezza disarmante, si è cercato di appigliarsi nientemeno che ai prodotto degli orti cinesi, pensando che il motto prima gli italiani su cui si basava il suo richiamo elettorale fosse applicabile anche ai carciofi ed agli zucchini.

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