Demolizione vecchio ospedale, il Tar riammette la seconda ditta classificata

Nuova tegola sull’abbattimento del vecchio ospedale: il Tar ha annullato l’esclusione dalla gara del raggruppamento di ditte secondo classificato, quello di cui era capofila la Del Debbio di Lucca e al quale l’Asl aveva affidato l’appalto dopo la revoca dell’incarico alla prima classificata (Edil Moter di Roma, Daf Costruzioni stradali di Milano e Garc di Carpi). Anche la Del Debbio era stata esclusa a causa dell’omessa dichiarazione, nella documentazione, della condanna penale riportata dal titolare di una ditta subappaltatrice. L’Azienda sanitaria aveva, dunque, proceduto all’assegnazione alla terza ditta classificata, la Rad service di Gubbio con la Cosmo Ambiente e la Cosmoscavi. Il Tribunale amministrativo oggi ha però decretato che il ricorso della Del Debbio era fondato: la motivazione fondamentale è quella secondo cui, per una direttiva europea recepita dal nuovo codice degli appalti, è stato ridotto a tre anni l’arco temporale che può intercorrere tra una condanna penale a carico del titolare di una ditta e la partecipazione della stessa ditta ad una gara pubblica. In questo caso, tra la condanna per lesioni colpose a carico della ditta subappaltatrice e l’indizione della gara per la demolizione del vecchio ospedale sono passati cinque anni, essendosi il processo per la prima celebrato nel novembre 2013 ed essendosi svolta la seconda nel gennaio 2018. Il Tar avvalora la propria sentenza citando un recente precedente in cui il giudice del Consiglio di Stato, in un caso analogo a quello in questione, aveva dato ragione al ricorrente, per il quale la mancata menzione dei precedenti penali non ha alla fine costituito un ostacolo alla procedura di selezione della gara.  Resta ora da capire se l’Asl procederà con l’assegnazione alla Del Debbio e se deciderà di ricorrere al Consiglio di Stato impugnando questa sentenza del Tar, nonostante il precedente citato dal tribunale amministrativo.

Sembra accogliere favorevolmente la sentenza del Tar, non citando la possibilità, da parte dell’Asl,  di fare ricorso, il sindaco Matteo Biffoni, che dichiara: “Nell’ultimo anno le implicazioni burocratiche di una gara così complessa e il giro di ricorsi che hanno causato lo stop al cronoprogramma sono stati estenuanti, ma finalmente ci siamo – dice Biffoni -. L’Asl potrà affidare definitivamente i lavori, la serie di ricorsi si conclude con la sentenza che legittima l’affidamento dei lavori al raggruppamento temporaneo di imprese che era arrivata seconda nella gara europea indetta dall’Asl , e si procederà con l’abbattimento del Misericordia e Dolce e la realizzazione del Parco centrale di Prato. Siamo contenti di poter finalmente vedere partire un progetto strategico per il futuro della città, con la realizzazione là dove un tempo c’erano gli antichi ordi del Podere dello Spedale di un polmone verde di tre ettari all’interno delle mura e la realizzazione di una struttura coperta per funzioni dedicate al pubblico”.

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