La medicina nucleare del Santo Stefano internazionale: sarà protagonista di un workshop scientifico al Ministero della Salute

La Medicina Nucleare dell’Ospedale Santo Stefano, diretta dal dottor Stelvio Sestini, si colloca come uno dei centri di eccellenza a livello nazionale ed europeo sia nel settore dell’imaging molecolare che in ambito neurologico. Il 4 luglio Sestini parteciperà come relatore al workshop su “Imaging Molecolare e Ricerca Traslazionale” presso il Ministero della Salute, un’iniziativa che riunisce i più importanti ricercatori italiani che operano in Italia e nelle più prestigiose istituzioni all’estero. L’evento è organizzato dal professor Luigi Mansi, già professore ordinario di Diagnostica per Immagini della Università della Campania, attualmente coordinatore della sezione Salute e Sviluppo del Centro Interuniversitario di Ricerca per la Sostenibilità (CIRPS) e il professor Armando Bartolazzi, professore universitario e ricercatore di rilievo internazionale, attualmente sottosegretario al Ministero della Salute.

“L’importanza di poter accedere a un network di collaborazione europei e più in generale di partecipare al flusso della informazione e della ricerca è quello di poter imparare e non solo di insegnare, e di traslare l’apprendimento nella routine clinica della Medicina Nucleare a beneficio dei nostri pazienti” afferma Sestini.

Questo è solo l’ultimo di una serie di eventi che collocano la Medicina Nucleare di Prato al centro del panorama nazionale ed internazionale della ricerca scientifica sul tema. A fianco delle numerose pubblicazioni su importanti riviste scientifiche inerenti il ruolo dell’imaging bio-molecolare nelle malattie neurodegenerative o psichiatriche la medicina nucleare di Prato è stata oggetto di numerosi congressi organizzati nel nostro territorio. In quelle occasioni sono stati illustrati i diversi progetti portati avanti in importanti settori della ricerca mondiale, tra i quali la valutazione di efficacia terapeutica della stimolazione cerebrale profonda nei pazienti con malattia di Parkinson o di terapie farmacologiche in pazienti con malattia di Alzheimer mediante la tecnica PET – amiloide.

“Ho coinvolto il dottor Sestini in questa importante iniziativa, alla quale partecipa insieme ad alcuni dei maggiori esperti italiani, perché lo conosco da anni come uno dei più brillanti ricercatori nel campo del Neuroimaging – spiega il prof. Mansi -. Oltre al suo brillante curriculum, ricco di importanti pubblicazioni anche in ambito oncologico e cardiologico, ne apprezzo la capacità di fornire contributi originali nella ricerca di frontiera, quella traslazionale, che rappresenta l’oggetto fondamentale della nostra iniziativa scientifica. Inoltre, la sua inclusione in questo gruppo di eccellenza è stata stimolata dall’alto livello tecnologico e professionale della struttura di Prato da lui diretta e dal suo ruolo di coordinatore del gruppo di Studio in Neurologia della Società Italiana di Medicina Nucleare ed Imaging Molecolare (AIMN). Potrà quindi avere un ruolo anche nel coinvolgimento di altri ricercatori operanti nel gruppo AIMN, partecipando al contempo in prima persona alle ricerche che si intraprenderanno, grazie alle sue competenze, alle tecnologie a sua disposizione, al gruppo di collaboratori di alto livello che sostiene la sua attività”.

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