Mons. Nerbini ordinato vescovo: la consacrazione nel Duomo di Fiesole. 200 i fedeli giunti da Prato VIDEO E FOTO

«Mi sento sospeso tra cielo e terra e guardo avanti verso la nuova diocesi di Prato con fiducia assoluta con quell’amore di Dio che non mi è mai mancato». Sono le prime parole che monsignor Giovanni Nerbini ha pronunciato dopo la sua ordinazione a vescovo avvenuta questo pomeriggio nella cattedrale di Fiesole, gremita di fedeli per l’occasione.
La chiesa non è bastata a contenere tutti i presenti e davvero in tanti hanno assistito alla celebrazione attraverso gli schermi allestiti nella piazza della cattedrale. Più di duecento i pratesi presenti alla messa, venuti per partecipare alla consacrazione episcopale del loro nuovo vescovo, nominato da papa Francesco il 15 maggio scorso.

 

 

La messa è stata presieduta dal cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, e concelebrata da ventuno vescovi e tre abati. I primi consacranti sono stati i due predecessori sulla cattedra della Chiesa di Prato: l’uscente monsignor Franco Agostinelli e l’emerito monsignor Gastone Simoni, fiesolano come il nuovo Presule. Si è trattato di un omaggio alla diocesi pratese voluto dal vescovo di Fiesole mons. Mario Meini. Nel presbiterio c’erano un centinaio di sacerdoti.
Presenti le autorità cittadine di Prato: il sindaco Matteo Biffoni e alcuni membri di giunta con il gonfalone comunale, il prefetto Rosalba Scialla e il presidente della Provincia Francesco Puggelli. Insieme a loro i rappresentanti di Vaiano e Vernio, comuni del territorio pratese facenti parte della diocesi.

 

 

«Don Giovanni non è stato promosso all’episcopato, come purtroppo a volte si sente dire anche nel linguaggio ecclesiastico, – ha detto il cardinale Betori nell’omelia rivolgendosi a mons. Nerbini – ma, attraverso la voce del Papa, egli è stato chiamato dal Signore, perché divenga immagine di lui, Pastore della Chiesa, “il Pastore grande delle pecore”». Poi ha sottolineato quale sarà d’ora in poi il suo compito, lo stesso di tutti i vescovi, che, in quanto annunciatori del Vangelo «devono essere capaci di far emergere la pertinenza della verità di Dio alla vita dell’uomo, perché il mondo riconosca il fascino della bellezza dell’amore». Poi Betori ha concluso dicendo: «Ti affidiamo al popolo di Dio che è a Prato, il tuo nuovo popolo, che a settembre ti accoglierà nella gioia, per legarti a sé nel segno del Cingolo della Beata Vergine Maria».
Di seguito i momenti salienti della celebrazione.

 

Dopo il rito dell’imposizione delle mani sul capo, l’unzione crismale, «affinché dia fecondità al tuo ministero», e il dono del libro dei Vangeli, il cardinale Betori ha consegnato a mons. Nerbini le insegne episcopali. Si tratta dei segni esteriori che esprimono e segnalano il ministero pastorale di un vescovo. La croce pettorale è un dono di Meini, proviene da papa Benedetto XVI e fu poi consegnata da papa Francesco ai vescovi toscani in occasione della visita ad limina.
Il pastorale, che rimanda al bastone con cui il pastore guida le sue pecore, è stato donato dalla diocesi di Prato. Semplice e allo stesso tempo elegante, è un oggetto realizzato in bronzo e legno, decorato nella estremità ricurva, detta «riccio», con l’immagine dei quattro evangelisti e foglie di acanto.
La mitria – tradizionale copricapo dei vescovi utilizzato nelle celebrazioni solenni – è stata ricamata e regalata a monsignor Nerbini dalle monache benedettine di Rosano vicino a Rignano, note per aver finemente realizzato paramenti a vescovi e papi.
L’anello, simbolo dell’unione, come quella tra due sposi, del vescovo con la sua diocesi, è un dono delle comunità parrocchiali guidate da monsignor Nerbini: Santa Maria Immacolata, San Leolino e San Clemente a Rignano e Palazzolo.

 

 

Da sinistra Mons. Franco Agostinelli, Mons. Giovanni Nerbini, il cardinale Giuseppe Betori e Mons. Gastone Simoni

 

Commossa e attenta la sorella Giovanna, seduta in prima fila insieme ai familiari. In festa i tanti parrocchiani di Rignano, venuti per essere vicini al proprio parroco in questo importante della sua vita.
Mons. Nerbini ha preso parola al termine della celebrazione. «Immerso nel silenzio casentinese e nella preghiera – ha detto il neo vescovo – ho passato in rassegna più volte la mia vita e in tante occasioni è sgorgato il grazie riconoscente per quello che ho avuto: il dono della vita, dell’essere cristiano, delle esperienze in parrocchia da adolescente. Dico grazie a chi ha lasciato traccia profonda nella mia esistenza». Nerbini ha sottolineato la sua esperienza di insegnante, «che è stata potente da segnarmi nella mia struttura di pensiero e di linguaggio da lasciarmi in eredità volti di ragazzi e di genitori che ancora fanno parte del mio mondo».

Come detto alla celebrazione hanno preso parte anche le autorità cittadine. Sotto l’intervista al sindaco Matteo Biffoni.

 

La celebrazione è stata trasmessa in diretta da TV Prato con il commento del direttore di Toscana Oggi Andrea Fagioli e di Gianni Rossi, direttore dell’emittente televisiva nonché coordinatore delle pagine pratesi del settimanale. Approfondimenti stasera alle 20,30, su TV Prato, nel corso dell’edizione speciale del Tg della sera.

 

Il direttore di Tv Prato Gianni Rossi e il direttore di Toscana Oggi Andrea Fagioli

 

La prima messa solenne che mons. Nerbini celebrerà dopo l’ordinazione episcopale sarà quella in occasione della festa di San Romolo, patrono della diocesi e della città di Fiesole. La celebrazione è prevista per sabato 6 luglio, in cattedrale, alle ore 11, dopo il consueto incontro sacerdotale convocato dal vescovo Mario Meini, in Seminario per le ore 9,15.

L’ingresso a Prato per la «presa in possesso» della diocesi è in programma nel pomeriggio di sabato 7 settembre, vigilia della Natività di Maria, la festa più cara ai pratesi, conosciuta in città con il nome di «Madonna della Fiera».

 

 

Chi è mons. Giovanni Nerbini, vescovo di Prato. Insegnante, sacerdote, parroco, vicario generale. Sono state queste le tappe salienti della sua vita. Nato a Figline Valdarno (provincia di Firenze e Diocesi di Fiesole) il 2 giugno 1954, ha sempre vissuto a Reggello nella frazione di Caselli. Dopo aver conseguito il diploma magistrale e quello triennale universitario in Vigilanza scolastica, ha insegnato nelle scuole elementari dal 1973 al 1989. Impegnato come educatore nell’Opera per la Gioventù «Giorgio La Pira», a 35 anni matura la scelta della vocazione alla vita sacerdote, decidendo di entrare in Seminario a Fiesole.
È stato ordinato sacerdote il 22 aprile 1995 dal Vescovo di Fiesole Luciano Giovannetti che subito lo ha impegnato nella vita parrocchiale: nei primi due anni di sacerdozio don Giovanni è stato vicario parrocchiale a Caldine, frazione del Comune di Fiesole; poi, per dieci anni, dal 1997 al 2007, parroco a Pelago, amministratore di Diacceto e moderatore di quella Unità pastorale.
Nel 2007 diventa parroco di Rignano, il capoluogo del Comune del Valdarno, amministratore parrocchiale di S. Maria a Sociana-S. Clemente e moderatore di quella Unità pastorale.
Nel 2015, l’attuale Vescovo di Fiesole, mons. Mario Meini, lo chiama come suo Vicario Generale, pur lasciandogli ancora il ministero di parroco a Rignano.
Il 15 maggio 2019 viene nominato da papa Francesco vescovo di Prato.

 

 

 

 

1 Commento

  1. Ieri è stata una bellissima giornata perchè nella Cattedrale di San Romolo del Duomo di Fiesole è stato consacrato il Nuovo Vescovo della Diocesi di Prato Monsignor Giovanni Nerbini che ricevette la nomina lo scorso Mercoledì 15 Maggio da Papa Francesco. Non sono stato presente fisicamente ma ho seguito tutta la diretta su TV Prato sia in televisione che online e devo dire che sono rimasto commosso perchè non avevo mai visto come veniva consacrato un vescovo che non fa soltanto il Papa se non in occasioni particolari ma i vescovi da lui delegati ed è stato commuovente quando gli vengono donati i doni vescovili ovvero: il Vangelo per testimoniare Cristo, l’Anello quale simbolo di unione fra il vescovo e la diocesi che dovrà guidare, la Mitria che è il copricapo di tutti i vescovi che rappresenta il folgore della santità nonchè quella di “Principe di tutti i Pastori” ed infine il Pastorale che non è uno scettro regale ma ha la forma di una semplice bastone per guidare il gregge che gli è stato affidato un po come quando il pastore guida il suo bestiame nei verdi pascoli. La Celebrazione Eucaristica è stata presieduta dall’Arcivescovo nonchè Cardinale di Firenze Giuseppe Betori e concelebrata da Monsignor Mario Meini attuale Vescovo di Fiesole, da Monsignor Franco Agostinelli ormai Amministratore Apostolico della Diocesi di Prato e dal Vescovo Emerito Monsignor Gastone Simoni in quanto delegati dal pontefice per la consacrazione. Erano presenti molti sacerdoti locali ed anche venuti da fuori fra cui il clero pratese con la presenza del Vicario Generale di Prato Monsignor Nedo Mannucci e del Rettore del Seminario Vescovile Monsignor Daniele Scaccini ecc. Non potevano certo mancare i rispettivi confratelli vescovi venuti dalle varie Diocesi della Toscana per assistere a questo bellissimo evento. Ha una buona formazione spirituale e teologica e sa cosa vuol dire stare a contatto con i giovani perchè prima di maturare la vocazione sacerdotale è stato maestro per ben sedici anni dal 1973 al 1989. Fu ordinato sacerdote il 22 Aprile 1995 dal Vescovo Emerito di Fiesole Monsignor Luciano Giovannetti essendo un parroco presente fra la gente ma sopratutto fra i giovani fino a diventare Parroco della Chiesa di Santa Maria a Sociana a Rignano sull’Arno e il 2015 lo vede come Vicario di Fiesole. Sono state toccanti le interviste rilasciate dai vescovi emeriti della città ma anche quella rilasciata dal sindaco di Prato Matteo Biffoni e da quello di Poggio a Ciano che è anche Presidente della Provincia di Prato Francesco Puggelli in cui hanno dimostrato grande entusiasmo nell’aver preso parte a questo avvenimento e sono sicuri di poter collaborare insieme seppure in maniera diversa ma restando sempre uniti così che si può arrivare a fare grandi cose. Concludo riportando queste parole tratte dal Salmo Biblico 43 al punto 4 che dice: “Poichè non con la spada conquistarono la terra ne fu il loro braccio a salvarli, ma il tuo braccio, la tua destra e la luce del tuo volto perchè tu li amavi”. Mi sono rifatto al versetto di questo salmo per collegarmi al primo discorso che è stato un saluto del novello vescovo ai fedeli presenti in cui narrava la sua testimonianza di vita e di fede nella festa dei santi protomartiri che la Santa Madre chiesa ricorda ogni 30 Giugno e la coincidenza ha voluto che l’ultima domenica del mese di giugno fosse collegata con l’Obolo di San Pietro un rituale antico risalente all’VIII Secolo dopo Cristo che è la carità fatta dai fedeli cristiani per andare incontro alle richieste operative del Santo Padre. Complimenti per la riuscita della giornata di ieri, Sabato 6 di questo mese celebra la sua Prima Messa nel Duomo di Fiesole perchè ricorre la festa del Santo Patrono del paese e noi attendiamo il suo arrivo previsto per Sabato 7 Settembre alla vigilia della festa della Natività della Beata Vergine Maria e del corteggio storico presente dal lontano 1968 in cui rievoca i bombardamenti avvenuti nel 1943 durante la seconda guerra mondiale che ha colpito anche Prato ma è bene farne sempre memoria per evitare che la storia non si ripeta anche se la storia non esclude mai niente di certo

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