Regionali 2020, Eugenio Giani verso la candidatura a presidente: ieri sera show al Teatro Puccini

Eugenio Giani non scioglie le riserve: è ancora presto -dice – per conoscere i nomi dei candidati alle prossime regionali. Ma la serata al Teatro Puccini di Firenze, organizzata in vista dell’appuntamento con le urne del 2020, ha il sapore dell’inizio di una corsa ufficiosa alla poltrona di governatore della Regione in quota Pd. “273 volte Toscana” è lo slogan scelto dall’attuale presidente del Consiglio regionale per la serata-evento che lo ha visto vero protagonista, e non solo sul palco: una sorta di monito a lavorare in modo ancora più stretto con i primi cittadini dei 273 Comuni del territorio toscano per una politica di prossimità. “E’ dai sindaci che dobbiamo ripartire”, ripete Giani ringraziando tutti i presenti. La sala è gremita: alla chiamata di Giani hanno risposto anche l’assessore pratese al Turismo Stefano Ciuoffo, il consigliere regionale Nicola Ciolini e il sindaco di Vernio Giovanni Morganti. Un video che mostra le bellezze del patrimonio toscano (tra cui splendide immagini del Duomo di Prato) apre il “one man show” di Giani, che traccia un bilancio dei quattro anni di mandato alla guida del Consiglio regionale, da quel 25 giugno 2015 in cui venne eletto presidente dell’Assemblea toscana. A condurlo in questo racconto, tra passato e futuro, quattro ospiti d’eccezione: il direttore dell’Irpet Stefano Casini Benvenuti; il comico e re dei social Lorenzo Baglioni; la presidente dell’Istituto degli Innocenti, Maria Grazia Giuffrida ed il giornalista Benedetto Ferrara. Economia, giovani, solidarietà e umanità per navigare verso nuove rotte. Proprio con Giuffrida, Giani cita l’opera di avanguardia sociale del mercante pratese Francesco Datini: fu un lascito testamentario di mille fiorini da parte di Datini a determinare nel 1419 l’avvio della costruzione, a Firenze, di un grande Ospedale per i bambini abbandonati. In mano durante tutta serata, il libro Maledetti Toscani di un altro memorabile pratese, lo scrittore Curzio Malaparte: il manifesto di toscanità a cui Giani si appella prima di chiudere la serata con l’elenco delle priorità. Attenzione alle infrastrutture (dall’Alta velocità sottoterra all’aeroporto di Firenze, in un confronto attivo con i sindaci della Piana), valorizzazione della cultura e della tecnologia (Giani nomina la sperimentazione del 5G nel distretto pratese), sport e impianti sportivi e ovviamente politica, con il lancio dell’associazione Laboratorio Toscana per raccogliere le idee dei cittadini e trasmetterle alle istituzioni (laboratoriotoscana@gmail.com). Alla fine c’e’ spazio solo per il bagno di folla sulle note di Jovanotti, è l’inizio di “Una nuova era”.

Commenti

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*