Scarti tessili, la Regione lavora ad un nuovo impianto in Toscana per il conferimento e a norme più chiare sul sottoprodotto

Metti una sera a cena i politici e gli imprenditori del distretto tessile pratese: economia circolare e riutilizzo degli scarti diventano gli argomenti più dibattuti. Dalla tavola allestita dall’associazione culturale Pratofutura, l’assessore regionale all’Ambiente Federica Fratoni ha chiarito il doppio fronte su cui si sta muovendo la Regione per dare una risposta agli artigiani: l’apertura di un impianto nel fiorentino dove conferire i rifiuti speciali, ovvero i ritagli di tessuto, e la revisione delle norme applicative della legge nazionale sul regime del sottoprodotto. “La piattaforma, messa in piedi grazie alla disponibilità del gestore dell’Ato centro, dovrebbe diventare operativa nei prossimi mesi e a prezzi competitivi – spiega l’assessore Fratoni -. Per quanto riguarda la normativa, quella attualmente in vigore vede una responsabilità quasi totale a carico dell’imprenditore, che deve scegliere in quali casi considerare lo scarto un sottoprodotto, con ampi margini di discrezionalità. Stiamo lavorando ad una revisione della normativa nazionale nella direzione di una maggiore chiarezza, così che l’imprenditore possa decidere serenamente e con la tutela della legge quale strada intraprendere, se mandare il rifiuto speciale in discarica oppure se identificarlo come sottoprodotto inviandolo ad un nuovo ciclo produttivo, sebbene l’End of Waste non competa alla Regione, bensì al governo nazionale”.
Perché il problema è anche quello: l’assenza di un decreto emanato dal Ministero dell’Ambiente sulla “Fine rifiuto”, per cui la Regione ha chiesto più volte di ricevere la titolarità per decretare il caso per caso e dire quando il rifiuto cessa di avere la qualifica di rifiuto, senza ricevere dal Ministero risposte al riguardo.
Un altro problema dello scarto tessile pratese è la presenza di un alto livello di antimonio, agente chimico che impone come unica via di smaltimento la termovalorizzazione. Ma bruciare costa e, guardando ai confini toscani, Case Passerini sarebbe stata un’opzione praticabile solo per i rifiuti solidi urbani e il consiglio di Stato ha stoppato l’inceneritore di Scarlino nel Grossetano. “Di fronte alla parola ‘antimonio’, vorrei fare una riflessione – dice l’imprenditore Piero Bellucci -: se questa sostanza si trova nei tessuti poliesteri i cui ritagli poi non hanno destinazione, perché non li blocchiamo alla frontiera o non applichiamo loro dei dazi più alti?”.
A margine dell’incontro, Il sindaco Matteo Biffoni è intervenuto in merito ai ritardi nella raccolta rifiuti porta a porta da parte di Alia in varie zone della città: “Si stanno verificando dei ritardi che non sono tollerabili, per cui abbiamo dato ad Alia qualche giorno di tempo per riportare la situaizone alla normalità, altrimenti scatteranno le penali”.

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