Spiritualità, quel farmaco speciale: alla Vila del Palco il primo convegno nazionale. La testimonianza di Simone Cristicchi

Cambiare sguardo sulla vita e sulla morte. Con questo obiettivo Prato è diventata il punto di riferimento nazionale di un confronto coraggioso e necessario, quello che riguarda l’accompagnamento della malattia e del fine vita. La Comunità dei Ricostruttori, con Tuttoèvita onlus, ha creato il primo master in Italia – si è appena conclusa la seconda edizione – che forma professionisti e volontari per accompagnare la malattia e la morte e sta realizzando un particolare hospice non confessionale in Val di Bisenzio che vede il recupero del borgo abbandonato di Mezzana.

E’ in questo contesto che dal 27 al 30 giugno, presso il Monastero di San Leonardo al Palco si svolgerà il convegno nazionale sulla Spiritualità nel fine vita che punterà i riflettori sull’esperienza dell’hospice e delle cure palliative con esperti e rappresentanti di tutte le grandi religioni. Oltre trenta i relatori e già circa 150 gli iscritti che arrivano da tutta Italia.  “L’evento, il primo del suo genere in Italia, vede protagonisti alcuni fra i principali esperti dell’accompagnamento al fine vita e in particolare coloro che hanno avviato percorsi personali e professionali sul ruolo della spiritualità”, spiega padre Guidalberto Bormolini, direttore del convegno. Non mancheranno momenti di riflessione attraverso lo spettacolo. Domenica 30, alle 16.30, è prevista anche la testimonianza di Simone Cristicchi sul tema dell’avere cura e del rapporto tra arte e spiritualità.

Ad aprire la tre giorni un appuntamento aperto a tutti, quello con Christina Puchalski, fondatrice e attuale direttrice del George Washington University’s Institute for Spirituality ad Health che giovedì 27 giugno, alle 21, terrà la Lectio magistralis su Cura e compassione e su come integrare corpo e anima nella cura.

 

 

Il convegno di Prato, che ha il patrocinio della Regione, del Comune, della Federazione cure palliative e della Società italiana di Cure Palliative, si propone come un’occasione per sviluppare e approfondire la riflessione sul binomio spiritualità e cura. Ormai, infatti, anche le grandi organizzazioni internazionali come l’OMS, mettono in evidenza la centralità della dimensione spirituale nelle Cure palliative e sempre più questa rilevanza è riconosciuta nelle cure in generale.

Venerdì 28 giugno, alle 10,30, è prevista una riflessione a più voci sul contributo delle religioni alla prospettiva di una cura spirituale. Partecipano monsignor Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la vita, Joseph Levi,  rabbino emerito di Firenze e rappresentante dell’Unione delle Comunità ebraiche d’Italia; Mohamed Bamoshmoosh, cardiologo e rappresentante della Comunità islamica della Toscana; Giorgio Raspa, già presidente dell’Unione Buddhista italiana; Sergio Manna rappresentanza della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia; Svamini Hamsananda Ghiri, monaca e vicepresidente dell’Unione induista italiana; Ionut Coman, consigliere per il Dialogo della diocesi ortodossa Romena d’Italia.

Il pomeriggio del 28 la mattina di sabato 29 saranno dedicati al tema delle cure palliative e la spiritualità con l’intervento di esperti e la presentazione delle più significative esperienze italiane. Nel pomeriggio di sabato Lectio magistralis su Meditazione, spiritualità e yoga nella cura del tumore con Lorenzo Cohen, responsabile del Programma di medicina integrata al MD Anderson Cancer Center della Texas University. Domenica Lectio Magistralis di Sandro Spinsanti e poi confronto sulla ricerca di una spiritualità laica. Tutte le informazioni su www.tuttovita.it , segreteria e iscrizioni tel.055 417536.

Intanto a Mezzana, nel Comune di Cantagallo, vanno avanti i lavori per il recupero del vecchio nucleo di case abbandonato negli anni Settanta. Il borgo sta tornando a nuova vita grazie alla Comunità dei Ricostruttori che, con la onlus Tutto è Vita, lo sta trasformando in un villaggio sostenibile– con 12 abitazioni – dove vivranno famiglie e dove verrà realizzato un hospice speciale. Vi potranno vivere malati inguaribili e le loro famiglie con un accompagnamento spirituale (non confessionale) e sanitario.

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