Viaggio nel tempo al borgo di Luciana: il prossimo week end Festa medievale con figuranti, giocolieri, antichi mestieri e piatti d’epoca

È tempo di Festa medioevale a Luciana, piccola e suggestiva frazione di Vernio. L’edizione 2019, organizzata dalla Pro Loco di Luciana con il patrocinio del Comune di Vernio, si terrà sabato 29 e domenica 30 giugno, dalle ore 17, nel borgo Case Marchi. L’evento è stato presentato dal sindaco Giovanni Morganti, dall’assessore alla Cultura Maria Lucarini e da un gruppo di volontari della Pro Loco di Luciana capitanati dalla tesoriera Rita Biagi. Fra loro anche la costumista della festa Stefania Muratori, che fa parte dell’Auser Verde Argento “Con le donne e per le donne”.

“Un evento importante per la promozione culturale e turistica di Vernio – hanno detto Giovanni Morganti e Maria Lucarini – L’unica festa in Val di Bisenzio con queste caratteristiche. Un borgo, insieme a tutti i suoi abitanti, che si trasforma completamente per far vivere la magia di due giorni ai visitatori”.

“C’è un’estrema cura per tutti i dettagli, dagli abiti, ai piatti e alle bevande, dalle stoviglie alle ambientazioni delle botteghe e delle osterie – aggiunge Biagi – E naturalmente un grandissimo impegno dei volontari. Quest’anno ne avremo un gruppo anche dalle Pro Loco di Cavarzano e Montepiano, mentre la Croce Rossa di Mercatale penserà al servizio navetta”.

Si tratta di una festa che trasforma il piccolo paese di Luciana in un vero e proprio borgo medievale, con 50 volontari che animeranno strade, case, botteghe e osterie, in una cornice resa credibile occultando tutto ciò che di moderno si trova per strada, dai campanelli ai segnali stradali. Un tuffo nel 1.100 insomma, per l’unica festa medioevale in Val di Bisenzio e una frazione che d’inverno conta meno di 40 abitanti e che nelle scorse edizioni ha superato i 2.000 visitatori.

Figuranti, giocolieri, musicanti, artisti, artigiani e antichi mestieri saranno i protagonisti della due giorni fino a tarda notte. Non mancherà lo Strologo che nelle stelle leggerà il futuro, Li Nadari Giullari, che si esibiranno in spettacoli itineranti per le vie del Borgo, i Midnight che suoneranno e canteranno musica e testi medioevali e i Magaria con uno spettacolo di danza aerea e giocoleria di fuoco. Il tema saranno le streghe, le magare appunto, che faranno divertire grandi e piccini con i loro giochi e le loro acrobazie.

Taverne e Hostarie metteranno in tavola piatti tipici del tempo. Al Paiolo Magico si assaggia il tegamaccio, la schiacciata del Forno di Mastro Luciano non la si può perdere e alla Dolceria prelibatezze e ghiottonerie del tempo antico. Infine all’Hostaria del Conte per un bicchier di vino.

Ci sarà anche la compagnia Antichi Popoli, che si esibirà in spettacoli itineranti per le vie del borgo.

Per partecipare alla manifestazione occorre essere socio dell’Associazione turistica Pro Loco di Luciana. La quota associativa è di 5 euro, da fare eventualmente all’ingresso della festa. Per informazione chiamare il 392 0589291.

Ecco il programma degli spettacoli.

Sabato 29 giugno

Ore 18.30 e 22 – MAGARIA, danza aerea e giocoleria di fuoco, con tema le stre-ghe, Corte le Capanne De Marchi

Ore 17 e 20.30 – LI NADARI GIULLARI, artisti, buffoni, abili giocolieri, saltim-banchi e equilibristi, itinerante per il borgo basso

Ore 19 e 21.30 – MIDNIGHT, menestrelli che propongono incantate melodie di ispirazione medievale e celtica, Aia De’ Marchi

Ore 18 e 21 – ANTICHI POPOLI, accampamento e vita medievale, vestizione ca-valiere da combattimento, Campi De’ Marchi

PIGUS E ANTONIO ANTONINI, giocoliere, street art, mangiafuoco, itinerante per il borgo

Domenica 30 giugno

Ore 17.30 e 21 – MAGARIA, danza aerea e giocoleria di fuoco, con tema le stre-ghe, Corte le Capanne De Marchi

Ore 16.30 e 19.30 – LI NADARI GIULLARI, artisti, buffoni, abili giocolieri, sal-timbanchi e equilibristi, itinerante per il borgo basso

Ore 18 e 20.30 – MIDNIGHT, menestrelli che propongono incantate melodie di ispirazione medievale e celtica, Aia De’ Marchi

Ore 17 e 20 – ANTICHI POPOLI, accampamento e vita medievale, vestizione ca-valiere da combattimento, Campi De’ Marchi

PIGUS E ANTONIO ANTONINI, giocoliere, street art, mangiafuoco, itinerante per il borgo

Il borgo di Luciana

La frazione di Luciana si trova a 529 metri di altitudine. Secondo la toponomasti-ca ha avuto origine da un insediamento di epoca romana, nato in una zona favo-revole all’agricoltura e all’allevamento. Sopra l’abitato, su uno dei contrafforti meridionali del Poggio di Petto, gli Alberti possedevano un torrione fortificato, del quale non rimangono tracce, particolarmente importante nel sistema difensivo della parte superiore della Val di Bisenzio. In passato Luciana era al centro di una viabilità essenziale, che collegava San Quirico a Montepiano e Sasseta a Ca-varzano attraverso una mulattiera di tracciato medievale che passava nel Fosso del Baco attraverso i castagneti. Di fronte a Luciana, in direzione del Poggiolino, si trova il Sasso delle Fate, un’enorme roccia con spaccatura verticale a cui è lega-ta una leggenda che ha ispirato la festa di Luciana.

Il sasso delle fate

Il racconto de Il sasso delle fate narra la storia della bella Edgarda, figlia del giudice Guidone da Luciana e del Conte Uguccione che l’aveva sedotta togliendola all’innamorato Tebaldo, condannato all’esilio. Ma il Giudice Guidone e Tebaldo, alleati in nome dell’onore e dell’amore, architettarono una trappola per Uguccione. In una tremenda notte d’inverno del gennaio 1133, mentre s’intrecciavano danze durante una sontuosa festa nel castello di Luciana, a mezzanotte due giovani si presentarono con un falso messaggio per il conte, che veniva d’urgenza chiamato a Vernio al capezzale di una vecchia parente moribonda. Uguccione li seguì e questi, con la scusa che il consueto sentiero era reso impraticabile dalla nevicata, lo condussero abilmente nel luogo ove era stata tesa l’imboscata. Il conte fu incatenato in una grotta dove, alla luce fioca di una lanterna, riconobbe il suo rivale. Chiese pietà promettendo oro e onori, ma Tebaldo e i suoi compagni fissarono le catene a un arpione piantato nella roccia e murarono l’ingresso dell’antro. Il giorno dopo le campane di Luciana suonarono a morto. Edgarda era stata avvelenata dal padre Guidone.

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