Demolizione ospedale, il Tar fa retromarcia: riammessa la prima in graduatoria

Se non ci fossero stati mesi e mesi di ritardi, carte bollate, e un contenzioso ancora aperto, visto che c’è ancora un grado di giudizio, potremmo dire: “Buona la prima”. Il Tar della Toscana ha fatto retromarcia e ha dato ragione alla prima azienda in graduatoria per la demolizione del vecchio ospedale, la DAF Costruzioni Stradali.
Si tratta della stessa Daf a cui lo stesso Tar Toscana, cinque mesi fa, aveva respinto la domanda cautelare per la riammissione. “Nei limiti di una prima sommaria delibazione, il ricorso appare infondato”, scrisse il Collegio dei tre giudici. Lo stesso collegio (salvo un consigliere nel frattempo cambiato), chiamato a pronunciarsi nel merito, è arrivato adesso alla conclusione opposta: la Daf è riammessa, tutti gli atti successivi della Asl sono nulli.
Fra questi atti successivi c’erano stati: l’assegnazione alla seconda in graduatoria, la Del Debbio; l’annullamento di questa seconda aggiudicazione per un motivo simile alla prima esclusione e l’assegnazione alla terza classificata Rad. Ma poi, poche settimane fa, c’era stato il primo colpo di scena: il Tar Toscana, ovvero gli stessi giudici della pronuncia odierna, avevano riammesso la Del Debbio. E adesso riammettono anche la prima azienda in graduatoria, annullando di fatto gli effetti della sentenza pronunciata pochi giorni fa.
Il labirinto giudiziario non è ancora finito, perchè la Asl aveva già preannunciato ricorso al Consiglio di Stato contro la riammissione di Del Debbio e presumibilmente procederà anche nei confronti di Daf.
La Daf era stata esclusa dalla Asl Toscana Centro perchè in sede di presentazione dell’offerta una sua ditta subappaltatrice aveva omesso di dichiarare due decreti penali di condanna riportati nel 2012 e 2014 (esecutivi rispettivamente in data 26 marzo 2013 e 1 aprile 2015) per attività di gestione di rifiuti non autorizzata continuato. Una fattispecie ritenuta dai giudici non così grave da comportare un’esclusione automatica e per la quale il termine di possibile estromissione dalle gare, in questo caso 3 anni, è già trascorso.

D.Z.

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