Fondazione, cambia lo Statuto per aumentare l’efficacia. Ieri confronto in assemblea: circa 900mila euro i contributi assegnati

La Fondazione Cassa di risparmio di Prato va verso la modifica di alcuni articoli del suo Statuto per garantire una maggiore efficacia d’azione. Ieri pomeriggio, nel corso dell’assemblea che si è svolta alla Camera di Commercio, il presidente Franco Bini ha presentato le ipotesi in campo, aprendo il confronto tra i soci. Toccherà al Consiglio di Indirizzo, nei prossimi giorni, trovare una sintesi e sottoporla al parere del ministero dell’Economia e delle Finanze.

Intanto la Fondazione conferma come priorità il sostegno alla comunità locale. Ammontano a circa 900mila euro i contributi assegnati quest’anno sul fronte dell’istruzione, dei beni culturali, del volontariato e della beneficenza. Nello specifico circa 367mila euro vanno a enti e soggetti che si occupano di istruzione; 310mila per progetti connessi a beni e attività artistiche e culturali; altri 206mila euro per iniziative di volontariato e solidarietà sociale. Gli impegni più rilevanti assunti dalla Fondazione contribuiscono, in alcuni casi in maniera fondamentale, allo svolgimento dell’attività delle istituzioni culturali e di solidarietà locale. Al Pin sono destinati 114mila euro, alla Camerata strumentale 110mila, all’ Emporio della solidarietà 70mila, alla Fondazione Datini 70mila, al Museo del Tessuto 65mila, alla Biblioteca Roncioniana 80mila, alla Diocesi di Prato per il restauro dei beni culturali parrocchiali 104mila, altri 105mila euro vanno al Comune per l’emergenza abitativa, al Teatro Metastasio e al Centro Pecci (biblioteca). Ci sono poi 143.500 euro per progetti (38) di altri enti e associazioni.

“La scelta di andare alla modifica dello Statuto è condivisa perché va nella direzione di garantire maggiore efficacia d’azione. C’è stato un confronto necessario e positivo che ha visto, come era naturale fosse, posizioni articolate e pareri diversi – sottolinea il presidente Bini – il consiglio di indirizzo è la sede della stesura di un’ipotesi definitiva che terrà conto dei contributi e delle indicazioni venute dall’assemblea”. Le modifiche, che mirano a migliorare il funzionamento dell’assemblea e ad aumentare la partecipazione dei soci, prevedono interventi sull’articolo 22 dello Statuto, dove sono stabiliti i quorum per le delibere dell’assemblea: per la nomina dei soci si profila il passaggio dai 2/3 alla maggioranza semplice, mentre per il Consiglio di Indirizzo resta il quorum dei 2/3 per le prime due votazioni per passare in sede di successive votazioni alla maggioranza semplice. Variazione in vista anche per l’articolo 15 che stabilisce la decadenza dei soci in caso di ripetuta assenza. Lo Statuto della Fondazione fissa a 120 il numero massimo di soci (84 eletti dall’assemblea e 36 indicati da enti locali, organismi economico-professionali e istituzioni culturali). In questo momento i soci in carica sono in tutto 95: 62 quelli eletti dall’assemblea e 33 quelli indicati da enti e altri soggetti.

L’attività della Fondazione non si ferma all’erogazione dei contributi. Ieri pomeriggio il presidente Bini ha ricordato l’impegno di 2 milioni di euro per sottoscrivere quote del Fondo Housing Toscano. Questa azione ha costituito la condizione per l’intervento della Cassa depositi e prestiti, in via di Gello, di 72 alloggi destinati all’affitto a canone calmierato. Un progetto che vede protagonista anche il Comune di Prato. C’è poi la formazione al crowdfunding che rappresenta una nuova forma di intervento a sostegno dello sviluppo della comunità locale. Circa 40 realtà, tra associazioni non profit e istituzioni, hanno partecipato nel gennaio scorso all’iniziativa Crowdfunding il futuro si fa in tanti, promossa in collaborazione con Eppela, piattaforma italiana di crowdfunding. L’esperienza, che verrà ripetuta, ha già dato risultati importanti come la campagna appena conclusa per l’allestimento del Museo di San Domenico.

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