La prima messa di monsignor Nerbini a Fiesole: “Il dono più grande, ieri come oggi, è quello del Vangelo” VIDEO

“Il dono più grande, importante, che è possibile fare all’uomo, ieri come oggi, è quello del Vangelo”: queste alcune delle parole pronunciate da monsignor Giovanni Nerbini, durante la prima messa solenne che il nuovo vescovo di Prato ha celebrato dopo l’ordinazione episcopale. La cerimonia si è tenuta stamani, nella cattedrale a Fiesole, in occasione della festa di San Romolo, patrono della diocesi e della città. Numerose le persone presenti, i sacerdoti e le istituzioni locali. Hanno concelebrato monsignor Gastone Simoni, fiesolano di origine; monsignor Mario Meini, vescovo di Fiesole, e il vescovo emerito monsignor Luciano Giovannetti. Visibilmente emozionato monsignor Nerbini, che ha fatto riferimento a San Romolo e all’opera dei grandi evangelizzatori missionari. L’ingresso a Prato per la «presa in possesso» della diocesi è in programma nel pomeriggio di sabato 7 settembre, vigilia della Natività di Maria.

 

1 Commento

  1. Lodate il Signore perchè egli è buono(Salmo Biblico 134 della Liturgia di Sabato 6 Luglio). Devo dire che la Prima Omelia celebrata dal neo vescovo di Prato Monsignor Giovanni Nerbini è arrivata al cuore dei fedeli presenti e assenti ma che l’hanno seguita direttamente sul Canale 74 del digitale terrestre o sul sito ufficiale come ho fatto io. Mi trasmette una forte sensibilità quando parla dei problemi attuali presenti oggi come la disoccupazione e la povertà anche se mette alò centro di tutto i giovani quale futuro della Chiesa come disse il giorno in cui fu nominato vescovo di questa diocesi ovvero Mercoledì 15 Maggio. Questo non toglie che non contino le istituzioni politiche, civili, religiose e tutte le associazioni di volontariato cattoliche e laiche presenti nella nostra realtà però a prato ci sono tanti giovani pratesi e stranieri quindi siamo una realtà multietnica e visto che prima di diventare prete ha svolto la professione di maestro nelle scuole elementari riesce ad intuire i pregi, i difetti, gli interessi e i disinteressi dei ragazzi ma sono “Spina e Speranza” della Santa Madre Chiesa. Ho citato quei due termini rifacendomi alle parole del primo vescovo residenziale Monsignor Pietro Fiordelli quando al suo arrivò nella nostra diocesi ovvero Domenica 17 Ottobre 1954 nella sua prima omelia dal Pulpito del Donatello volle intorno a se le anime di tutti i fedele cattolici e anche allora si rivolse ai giovani perchè quando era un semplice prete di Città di Castello sua città nativa in Umbria aveva lavorato con i giovani ma quel pensiero andava dritto agli operai che tanto lavoravano e faticavano per cercare di garantire un futuro migliore alle loro famiglie seppure politicamente la pensassero diversamente e il pensiero comunista di allora li allontanava dalla fede cattolica ma Monsignor Fiordelli ebbe pazienza e non perse mai la speranza perchè non tutti gli operai erano di quella matrice politica ma in fondo erano alla ricerca di qualcosa di più profondo e non tutti erano atei e anticlericali. La stessa cosa si verifica nei giovani perchè sono passati gli anni del benessere che aveva portato il boom economico e il futuro è un terno al lotto che non garantisce certezze ma c’è la carenza di sani valori soprattutto è venuta meno la fede verso il Signore quale unico salvatore e consolatore. Questa cosa deve essere riscoperta anche se molti giovani sembrano completamente indifferenti ma sono sicuro che c’è una buona parte che si interroga sul senso della vita e vogliono cercare di riscoprire qualcosa che hanno perduto che sicuramente è la fede ma per farlo bisogna cercare di capire a fondo il loro stato d’animo così che possano riscoprire questo grande tesoro e poter acclamare a voce alta dicendo “Mio Dio in te confido”(Salmo Biblico 90 della Liturgia di Oggi). Faccio un’altro passo indietro tornando a quando San Giovanni Paolo II celebrò la sua Prima Messa esattamente Domenica 22 Ottobre 1978 sei giorni dopo la sua elezione a Sommo Pontefice e oltre a invitare tutti a non avere paura di accogliere Cristo nella nostra vita si rivolse per la prima volta ai giovani presenti in Piazza San Pietro dicendo loro: “Voi giovani siete la Speranza della chiesa. Siete la mia Speranza” Nel 1985 diede vita alle famose Giornate Mondiali della Gioventù(abbreviate GMG) in cui partecipai a due di esse ovvero a Colonia nel 2005 e a Madrid nel 2011 quando c’era il Papa Emerito Benedetto XVI che aveva beatificato il suo predecessore Domenica 1 Maggio 2011 e la canonizzazione avvenne con Papa Francesco Domenica 27 Aprile 2014 dichiarandolo “Patrono delle Giornate Mondiali della Gioventù” . Aveva ragione perchè tutti devono dare il proprio contributo perchè la Chiesa di Cristo non tramonti ma il futuro passa dalle vecchie alle nuove generazioni ma se vogliono essere veri Testimoni del Vangelo devono essere formati fin dalla giova età altrimenti diventa più difficile perchè prendono strade che li portano lontano da Cristo anche se quasi tutti i giovani(non tutti perchè non si può fare di tutta l’erba un fascio) hanno passato il periodo buio della loro vita e poi sono tornati a rivivere la vita parrocchiale, pastorale, diocesana più convinti che mai perchè avevano avuto un’istruzione che in qualche modo li aveva formati. Ci sono quei giovani che non si sono mai allontanati ed io appartengo a questi come ci sono quelli che si sono avvicinati in età adulta ricevendo i vari sacramenti a cominciare dal battesimo che a volte è meglio riceverlo in età adulta perchè c’è una maggiore consapevolezza e comprensione in più rispetto a quando siamo bambini che non lo scegliamo noi ma i nostri genitori insieme ai padrini e madrine che anch’essi seppure esternamente hanno il compito di formare il giovane fanciullo nella fede però niente toglie che anche i giovani fanciulli/le possano ricevere i sacramenti e quando arrivano alla maggiore età possano rinnovare la loro fede recitando il Credo dei Maggiorenni anche se quello si rinnova il sabato o la domenica partecipando alla Santa Messa quando arriva il momento di professare la fede col “CREDO”. Non mi dilungo oltre se non ricordare le figure di due santi importanti citati da Monsignor Nerbini: il primo è il Santo Patrono di Fiesole ovvero San Romolo che è stato il Primo Vescovo di quella diocesi martirizzato nell’anno 90 dopo Cristo sotto il Regno dell’Imperatore Domiziano Tito Flavio(nato nel 51 e Imperatore dall’81 al 96 anno della sua morte). L’altro santo è stato il missionario gesuita San Francesco Saverio nato a Javier in Spagna nel 1596 e morto nell’Isola di Sancian in Cina nel 1556. Fu canonizzato nel 1622 da Gregorio XV . e nel 1927 Pio XII lo proclamò “Patrono delle Missioni” Un pensiero anche per i vescovi che hanno concelebrato ovvero l’attuale di Fiesole Monsignor Maio Meini insieme all’emerito Monsignor Luciano Giovannetti e all’emerito di Prato Monsignor Gastone Simoni. Aspettiamo con gioia il suo arrivo previsto per Sabato 7 Settembre e qui cito quelle parole dette dai rispettivi predecessori ovvero “Non Temere” perchè il Signore è con te e ti guida in questa missione e da vescovo sei il pastore del popolo che ti è stato affidato da custodire al meglio come Gesù custodiva il suo gregge così che potrai dire: “Io sono il buon pastore. Il buon pastore offre la vita per le sue pecore”(Gv 10,11) e il Vangelo sarà sempre attuale ieri come oggi e così anche domani

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