Sparatoria alle Cascine, arrestato dai carabinieri uno dei latitanti

E’ stato arrestato dai carabinieri un altro dei partecipanti alla rissa con sparatoria avvenuta un anno fa nel parcheggio delle Cascine di Tavola. Si tratta di un cittadino cinese di 29 anni, domiciliato in Prato, che era latitante da un mese, quando scattò il blitz dei militari per eseguire dieci ordinanze di custodia cautelare legate a quei fatti.
Il 29enne, disoccupato e irregolare in Italia, si nascondeva in un appartamento di via Frascati, dove è stato catturato sabato sera dai carabinieri del nucleo investigativo dopo una lunga attività di appostamento. Dovrà adesso rispondere di rissa aggravata in concorso con lesioni personali aggravate: secondo gli inquirenti, l’uomo ha avuto un ruolo attivo nel cruento regolamento di conti fra due bande rivali per la gestione dello sfruttamento della prostituzione all’interno di circoli e locali notturni orientali in città. L’uomo, espletate le formalità di rito, è stato associato al carcere di Prato, dove sarà interrogato sui fatti.
La mattina del 6 giugno furono tre gli arresti effettuati dai carabinieri; tra i destinatari della misura c’era anche il gestore occulto dell’hotel Luxury di via Paronese, dove alcune donne cinesi avrebbero esercitato l’attività di prostituzione. Sette persone rimasero latitanti, forse anche grazie al prematuro annuncio dell’operazione da parte del ministro degli Interni Matteo Salvini, che commentando la “pacchia finita”, alla vigilia del suo arrivo a Prato per un comizio pre-ballottaggio, dette la notizia su twitter parlando erroneamente di dieci arresti eseguiti e generando il “disappunto” della Procura. Qualche giorno più tardi fu individuata e sottoposta ad obbligo di dimora una donna cinese destinataria della misura. Le ricerche dei carabinieri continuano per assicurare alla giustizia altri cinque cittadini cinesi, fra cui due donne, destinatari del provvedimento e tuttora latitanti.

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