Superlativa già al lavoro dopo la sospensione, Brezzo (Cgil): “Indegno di un paese civile, intervenga il ministro Di Maio”

La tintoria Superlativa di via Inghirami ha ripreso la produzione dopo la sospensione dell’attività disposta a seguito del blitz interforze di mercoledi notte. In quella circostanza erano stati trovati 6 lavoratori clandestini e una decina sui quali l’ispettorato del lavoro ha avviato le verifiche in ordine alla regolarità dei contratti. L’azienda già in passato aveva conosciuto ispezioni e sanzioni. La notizia dell’immediata riapertura è stata commentata da Cgil e Cobas.
Per il segretario generale della Filctem CGIL di Prato Massimiliano Brezzo è “indegno di un paese civile che un’azienda come la Superlativa, più volte recidiva, possa ottenere, in un giorno, la revoca della sospensione e riprendere tranquillamente a lavorare, probabilmente nello stesso modo”.
“In Italia un lavoratore che fa dodici ore in nero, sette giorni la settimana, può essere regolarizzato assumendolo a part-time da lì in avanti – aggiunge Brezzo – E così quello che ieri era illegale, oggi diventa legale e si può proseguire nello sfruttamento mantenendo e facendo proliferare un sistema illegale di produzione che si basa proprio su questo. E Di Maio da ministro del lavoro, finge di non vederlo e non risponde, da mesi, alla nostra richiesta di incontro nella quale potremmo ricordarglielo. Come gli ricorderemmo che la Superlativa lavora in conto terzi ed ha evaso le contribuzioni, e ci aspetteremo che l’Inps, in base alla legge, ne chiedesse conto ai committenti, che così ci penserebbero due volte prima di far lavorare chi sfrutta. E sfruttando commette reati che prevedono anni di galera e che devono essere perseguiti”. Brezzo ribadisce dunque la necessità di dare applicazione alle normative che prevedono la responsabilità solidale dei committenti e il nuovo articolo 603 bis del codice penale che ha riscritto il reato di “intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro”, ampliando la tutela delle vittime e migliorando la qualità degli strumenti repressivi a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Dopo la riapertura della Superlativa, è intervenuto anche Luca Toscano del Si Cobas: “Di fronte ad un sistema di sfruttamento così consolidato, la sindacalizzazione dei lavoratori resta l’unica vera cura. Si aspetta da giorni la convocazione in Prefettura dell’azienda per un tavolo di incontro dove avanzeremo la richiesta di regolarizzazione dei contratti di tutti i lavoratori, riconoscimento delle 40 ore settimanali, riposi setti-manali, ferie e malattie. Lo sciopero, intanto, va avanti”.

Sul caso interviene anche l’ex assessore alla sicurezza Aldo Milone che si dice “Mi stupisco di come questa ditta, tra l’altro con gravissimi precedenti in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro e sfruttamento di clandestini e lavoratori al nero, possa aver ripreso la sua attività dopo 24 ore dalla sospensione della stessa a seguito di un controllo del gruppo interforze. Non ho memoria di una ripresa dell’attività così celere. Durante il mio assessorato i controlli del gruppo interforze erano di gran lunga più afflittivi e più incisivi. Posso sicuramente affermare che le sanzioni che venivano inflitte erano abbastanza durature”.

“Forse – continua Milone – non si vuole o non si riesce a comprendere un fattore importante. Quasi tutte le aziende cinesi presenti sul territorio pratese per essere competitive devono assolutamente operare con queste modalità altrimenti rischiano di andare “fuori mercato” per la concorrenza di altri Paesi asiatici e dei loro stessi connazionali che vivono in Cina. Per concludere invito tutte le Forze di Polizia e tutti gli organi dello Stato competenti ad effettuare seri e rigidi controlli perchè questa rapidissima ripresa dell’attività da parte dell’azienda cinese rappresenta una sconfitta per lo Stato ma soprattutto un’umiliazione per quelle aziende che operano correttamente sul mercato”.

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