Vicenda Panificio Toscano, l’azienda: “No a forme di protesta estorsive”

“Non accettiamo forme di protesta estorsive che una minoranza vorrebbe imporre alla maggioranza dei lavoratori: diffidiamo da dipingere questa azienda come un luogo dove non si rispetta la legge”. Panificio Toscano, l’azienda da mesi al centro di aspre rivendicazioni da parte di un gruppo di dipendenti pachistani appartenenti al sindacato Si Cobas, respinge a mittente ogni accusa. In una lunga nota pubblica specifica di auspicare “un regolare contratto di lavoro nazionale” e di aver “concordato con i sindacati una contrattazione di secondo livello con miglioramenti salariali”. L’azienda spiega di essere inoltre “disposta a discutere anche le rivendicazioni individuali”.

L’azienda precisa inoltre che i dipendenti che scioperano “sono sempre una piccola parte, cioè 25 dipendenti su un totale di circa 140. Al Panificio Toscano non c’è un muro contro muro, c’è una minoranza che vuole imporre la propria legge alla maggioranza dei lavoratori, non solo attraverso lecite manifestazioni di pensiero suffragate da agitazioni sindacali, ma cercando di forzare in senso negativo i rapporti contrattuali con i clienti che il Panificio Toscano rifornisce”.

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