Acquista un camper per la riabilitazione del figlio autistico e rischia di perdere la casa popolare

Una donna, madre di un figlio autistico, ha ricevuto un avviso di sfratto dall’alloggio popolare dove vivono a Prato perché ha acquistato un camper. La vicenda è resa nota stamani dai quotidiani locali. Rossana Stella, 53 anni, dipendente dell’Asl (nella foto con l’avvocato Michele Giacco che ha preso in carico il suo caso), ha ricevuto l’intimazione a lasciare entro 60 giorni la casa popolare di cui è assegnataria da 15 anni. Secondo le modifiche alla legge regionale 96/96, approvate nel gennaio scorso, chi è assegnatario di casa popolare non può aver acquistato dal 2015 veicoli di potenza superiore a 80 kw e il suo camper, con cui trasporta anche il figlio facendogli fare brevi gite, ha 96 Kw di potenza.
Gli uffici dell’edilizia pubblica comunale – ricevuta la segnalazione di Epp che ha effettuato i controlli – hanno avviato una procedura che chiede alla donna di lasciare l’alloggio. Rossana Stella ha presentato le controdeduzioni allo sfratto, allegando una nuova certificazione dei servizi della Asl che attestano che l’acquisto del camper è finalizzato alla cura e alla riabilitazione del figlio. Luigi Biancalani, vicesindaco e assessore comunale ai Servizi sociali risponde che purtroppo il Comune non fa che applicare la legge, la quale non lascia margini di interpretazione ai comuni, ma prevede la sola deroga per quanto riguarda i veicoli aziendali. Anche la certificazione della Asl prodotta da Rossana Stella, secondo il Comune, non sarebbe dunque utile a mantenere la casa popolare. “Cercheremo di andare incontro alla signora sulle tempistiche entro cui lasciare l’appartamento, ma al momento non abbiamo altra scelta” afferma il vicesindaco che conclude: “La normativa è stringente e abbiamo anche altri casi in cui scatterà la decadenza per un solo KiloWatt, persone che hanno acquistato auto di 81 kW, rispetto al limite di 80. Rispetto ad altri, questa è però una situazione particolarmente delicata. Cercheremo di sensibilizzare il consiglio regionale per modifiche legislative che ci consentano di andare incontro a casi come questo”.

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