Calano i reati (ma non i furti in appartamento) e le chiamate al 113. In diminuzione anche le pattuglie messe in campo dalla Questura

Calano i reati dall’inizio dell’anno, ma non i furti in appartamento, in particolare nel mese di luglio, quando si registra un lieve aumento del fenomeno. Sono i dati resi noti dalla Questura, in occasione della visita del sindaco Matteo Biffoni, che alla vigilia di Ferragosto, assieme all’assessore alla polizia municipale Flora Leoni, ha voluto incontrare il personale in servizio per garantire la sicurezza dei pratesi, anche quelli in vacanza. Proprio il dato sui furti in appartamento, tuttavia, non lascia tranquilli, se è vero che lo scorso mese ne sono stati denunciati 90, in pratica tre al giorno e cinque in più rispetto agli 85 del luglio 2018 (e il dato dello scorso mese potrebbe non essere consolidato). Incoraggianti i dati complessivi, secondo il trend costante di diminuzione dei reati negli ultimi anni: da gennaio a luglio 2019 sono stati denunciati 6.200 delitti (rispetto ai 6.722 dello stesso periodo 2018, -7,7%). Stabile, in valori assoluti (e dunque proporzionalmente in aumento) il numero di delitti il cui autore è stato individuato (1489, rispetto ai 1496 di inizio 2018). In calo arresti (105, a fronte di 143) e denunce (678, in luogo degli 808 dello scorso anno).
La diminuzione della delittuosità si riflette anche in mille chiamate in meno giunte al 113 (-3,1%). Rispetto allo scorso anno è diminuito anche il numero delle pattuglie impiegate per il controllo del territorio: 3225, rispetto a 3615, “anche in ragione – ha spiegato il questore Cesareo – di 30 nuovi agenti che hanno preso servizio e che dovevano essere accompagnati da altro personale, a fronte di agenti effettivi che abbiamo perso”.

Sono in calo anche gli interventi di controllo straordinario del territorio, che hanno coinvolto operatori di rinforzo da reparti speciali provenienti da Firenze o da Bologna: 441 gli agenti intervenuti a Prato quest’anno, rispetto ai 723 del gennaio-luglio 2018. Incrementati notevolmente, invece i servizi di ordine pubblico (78 a 64), a causa di manifestazioni connesse alle elezioni, ma anche alle iniziative del SiCobas, “che ci hanno costretto – ha detto il questore Cesareo – a richiamare in servizio un gran numero di agenti per garantire la sicurezza e a chiedere spesso personale di rinforzo da altre sedi” (personale di rinforzo che è raddoppiato, passato da 150 a 310 agenti).

Altri dati forniti dalla Questura riguardano il contrasto all’immigrazione clandestina: gli accompagnamenti alla frontiera sono in linea con lo scorso anno (26 rispetto a 24), ma aumentano gli accompagnamenti ai centri di permanenza e rimpatrio (93, rispetto a 56) e gli ordini del questore a lasciare il territorio entro sette giorni (da 131 di inizio 2018, si è passati a 202).
“Prato – spiega il questore Alessio Cesareo – vanta una sensibilità maggiore rispetto ad altre realtà e laddove segnialiamo la necessità di accompgnare soggetti pericolosi, il ministero riesce a serbarci qualche posto. L’attività nel giro di 2 anni è piu che triplicata non solo come accompgnamenti, ma anche come espulsioni effettive. Rimane il dato consistente delle intimazioni, che purtroppo trovaano applicazione laddove non abbiamo posti nei centri di rimpatrio, né possibilità immediate di accompagnamento alla frontiera per mancanza di accordi internazionali, di collegamenti diretti o addirittura di documenti da parte degli interessati che comprovino l’identità e consentano l’accompagnamento in frontiera”.

Commenti

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*