Compra un palazzo e si ritrova un inquilino a nero, ma la ex proprietaria nega tutto e fioccano le denunce

Un muratore a cui avevano affidato dei lavori di manutenzione, nel settembre 2017, si insedia con la sua famiglia nell’appartamento di proprietà di una di loro e nel gennaio 2019 fa registrare all’agenzia delle Entrate un contratto verbale di locazione, denunciando di essere un inquilino a nero e continuando ad occuparlo. È la situazione di cui raccontano di essere vittime due signore pratesi, madre e figlia, che si sono rivolte alla nostra redazione per riferire il caso. Un caso complicato e controverso, oggetto di procedimenti penali e civili incrociati, che vedono il muratore fornire una versione diametralmente opposta: quella di avere titolo come affittuario a rimanere nella casa e di essere stato calunniato dalla controparte.

A rendere ancora più intricata la questione c’è un terzo soggetto: il nuovo proprietario dell’appartamento, passato di mano nel marzo 2018, assieme ad altre unità immobiliari. Nuovo proprietario che vorrebbe avere libera la disponibilità dell’appartamento e ha fatto causa all’ex intestataria. La figlia di quest’ultima, la quale non è mai stata proprietaria dell’appartamento, rischia da parte sua di subire le conseguenze fiscali della dichiarazione del muratore all’Agenzia delle Entrate, visto che è stata indicata lei e non la madre, quale locatrice della casa. Nel farlo, il muratore ha prodotto tre ricevute, relative ai mesi di settembre e dicembre 2017 e di gennaio 2018: secondo lui una prova dell’affitto a nero a 500 euro al mese pagato; secondo loro un falso. Saranno le perizie grafologiche e i magistrati a dover sbrogliare la matassa e accertare la verità. Un primo provvedimento disposto dal giudice di pace, un sequestro amministrativo chiesto dal legale della donna, non è stato eseguito perchè sono emersi elementi a favore del muratore. Quanto alla registrazione del contratto verbale di locazione, dall’Agenzia delle Entrate si fa notare che questo tipo di atti costituiscono dichiarazioni unilaterali (registrati senza particolari attività istruttorie, a fronte del semplice pagamento di una piccola imposta), che possono avere conseguenze fiscali per i soggetti interessati, ma non hanno nessun valore civilistico. Non è di per sé questo documento, insomma, a costituire un titolo legale che consente all’uomo di rimanere con la sua famiglia all’interno dell’abitazione.

Dario Zona

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