Famiglia rischia la casa popolare a causa del camper: Regione e Comune al lavoro per aiutare la donna e il figlio autistico

Potrebbe arrivare nelle prossime settimane, la soluzione al caso di Rossana Stella, madre single che rischia di essere sfrattata dalla casa popolare di via del Girasole, in cui vive dal 2004 con il figlio autistico, a causa dell’acquisto di un camper. La recente legge regionale 2 del 2019 stabilisce infatti che gli occupanti di un alloggio popolare non debbano possedere veicoli, immatricolati negli ultimi 5 anni, con potenza superiore a 80 kw, pena la perdita del diritto. Il camper di Rossana, comprato per la riabilitazione del figlio Luigi, di Kw ne ha 96: 16 in più del limite massimo stabilito. Stando alla legge, madre e figlio dovranno quindi abbandonare la casa entro gli inizi di ottobre.
Un caso emblematico che ha sollevato dure polemiche e reazioni politiche. Secondo la Regione però proprio il dispositivo regionale garantirebbe una possibilità di manovra al Comune pratese: una sorta di bypass, dettato proprio dalla delicata condizione di salute del ragazzo. Diversa invece la posizione del Comune di Prato, che sulla questione vuole andare a fondo. E non solo per il caso di Rossana ma anche per altri casi simili in cui lo sforamento anche di 1 solo Kw di potenza di un mezzo di proprietà finisce per compromettere la permanenza nella casa popolare.
L’assessore al Sociale Luigi Biancalani critica la poca chiarezza della legge regionale: gli uffici legali del Comune hanno chiesto un incontro ai tecnici della Regione, che si terrà a fine agosto, ma soprattutto hanno sollecitato la stesura di una circolare interpretativa che elimini qualsiasi dubbio. Nel frattempo, tutto resta congelato. “Vorremmo fosse applicato il buonsenso”, dichiara Biancalani. Intanto l’avvocato di Rossana, il legale Michele Giacco, sta preparando il ricorso a tutela della propria cliente.

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