Maxi-discarica a Paperino, bonificata una parte dell’area: 22 camion per rimuovere 80 tonnellate di rifiuti FOTO

Sono occorsi ben ventidue interventi di movimentazione rifiuti effettuati con automezzi di imprese incaricate da Alia per ripulire una parte del terreno di Paperino, di proprietà privata, divenuto una maxi-discarica abusiva a cielo aperto. Si tratta dell’area adiacente a via del Pozzo, nei pressi del cimitero di Paperino, posta sotto sequestro probatorio ad aprile scorso. A seguito di quell’intervento interforze, sono ancora in corso da parte di Arpat le indagini finalizzate a stabilire la portata dell’inquinamento del terreno.
Nel frattempo, su una porzione limitata di circa 3.000 metri quadrati (rispetto ad una superficie complessiva di 40.000 metri quadrati, pari a sei campi di calcio) il Comune di Prato ha emesso l’ennesima ordinanza di bonifica e in accordo con la Procura, nonostante la permanenza del sequestro, sono continuate nelle scorse settimane le operazioni di rimozione dei rifiuti, concluse nei giorni scorsi.

In tutto sono state recuperate 80 tonnellate e mezzo di rifiuti, composti prevalentemente da colli di scarti tessili, e da altri rifiuti speciali quali pneumatici, rottami ferrosi, bombole di gas, ma anche rifiuti pericolosi quali l’amianto. La bonifica è avvenuta sotto stretta sorveglianza degli ufficiali ed agenti della polizia municipale che, previa rimozione dei sigilli, hanno scortato i mezzi per le operazioni di ripulitura, riapponendo i sigilli a conclusione di ogni intervento. Il sequestro e il monitoraggio delle operazioni ha quantomeno impedito l’ulteriore abbandono e accumulo di rifiuti e ha restituito pulizia ad una piccola porzione dell’area come si vede nella foto sotto, scattate prima e dopo l’intervento.

Le ingenti spese dell’intervento, come per altre ordinanze non eseguite in passato, saranno messe in conto ai proprietari. Le varie particelle che compongono l’intera area appartengono a tre persone, tutte di nazionalità italiana, di cui una, D.V., 65 anni, è il maggiore proprietario, residente a poche centinaia di metri, già inadempiente a tre precedenti ordinanze di bonifica. Le indagini di polizia municipale, carabinieri forestali e Arpat ipotizzano una lunga serie di reati ambientali in terreni a destinazione agricola.

Nella foto sotto, uno scatto aereo della maxi-discarica effettuato durante il sequestro di aprile scorso.

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