Robottini di sorveglianza, ritarda lo sbarco in città. Tempi più lunghi anche per i container del progetto Riversibility

Avrebbero dovuto entrare in azione a giugno sulle piste ciclabili, con base operativa in un container di via Firenze, ma ancora non si sono visti sulle strade pratesi i due prototipi di Robot, con finalità di videosorveglianza e servizi ai cittadini, messi a punto dall’istituto di Bio Robotica della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa nell’ambito del progetto del Parco fluviale Riversibility del Comune di Prato. Un progetto costato 95 mila euro, di cui 66 mila finanziati dalla Regione Toscana, che mira a migliorare la sicurezza degli spazi pubblici attraverso le nuove tecnologie.
Cinque mesi fa, nel corso di una presentazione in Comune, furono spiegate le possibili applicazioni dei Robocam, “primo caso in Europa di sperimentazione di videosorveglianza in un luogo pubblico all’aperto con robot umanoide, finora utilizzato in luoghi chiusi e soprattutto in ambito sanitario”. L’obiettivo è che i robottini posssano essere teleguidati in remoto da operatori (ad esempio agenti di polizia municipale), oppure agiscano autonomamente all’interno dell’area del parco fluviale, relazionandosi con i cittadini per informazioni turistiche e per aiutare anziani e disabili.

“La messa a punto dei software e il perfezionamento delle intelligenze artificiali – spiega l’assessore all’urbanistica Valerio Barberis – è stato finora portato avanti nei laboratori del Sant’Anna di Pisa, dove a giugno i tecnici del Comune si sono recati per verificare lo stato di avanzamento del processo di apprendimento. Adesso i robot hanno quasi raggiunto le competenze necessarie ad interagire con la popolazione ed entro settembre saranno portati a Prato per procedere con la sperimentazione a Santa Lucia”.

La base operativa dei Robocam sarà in alcune stanze presso l’anfiteatro dei giardini di Santa Lucia, poiché ancora non sono stati collocati i container previsti in via Firenze, dove l’amministrazione, in collaborazione con la Questura, aveva ipotizzato anche la creazione di un posto di polizia.
Per quanto riguarda i container, i ritardi – spiega l’assessore Barberis – sono da imputare alla risoluzione del contratto con la ditta che stava eseguendo le opere edili propeduetiche all’installazione in diversi punti della ciclabile lungo il Bisenzio (fra cui ponte Petrino, Mezzana-viale Montegrappa e la zona del Cantiere). I lavori sono stati assegnati alla seconda classificata e sono ricominciati a giugno scorso, dopo aver accumulato un ritardo di circa 4 mesi. Anche per la fornitura dei container si prospettano tempi lunghi: l’obiettivo del Comune è di collocare tutte e sette le nuove strutture (simili a quella insallata al Serraglio) per la prossima primavera. Nel frattempo il Comune dovrà decidere se proseguire nella sperimentazione dei robottini: il contratto con l’Istituto Sant’Anna si concluderà il prossimo 31 dicembre.

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