Buzzi Lab, Bartolini non è più il direttore. Domani vertice sul futuro assetto societario

Ore decisive per il futuro del Buzzi Lab. Oggi il responsabile Giuseppe Bartolini e i tecnici del suo team di lavoro hanno dovuto restituire i badge e le chiavi del laboratorio, su richiesta del preside Marinelli, che dieci giorni fa aveva decretato la sospensione del laboratorio per irregolarità amministrative. Sempre stamani, Bartolini ha scritto alle aziende e ai rappresentanti di Confindustria una mail nella quale ha comunicato la fine della sua esperienza in Buzzi Lab. Un ulteriore scossone, nel momento in cui istituzioni, dirigenza scolastica e mondo imprenditoriale sono al lavoro per consentire la riapertura del laboratorio, eccellenza pratese nelle analisi sui tessuti e punto di riferimento per il distretto e per il sistema moda italiano.

Domani a Firenze, si terrà un incontro tra i dirigenti dell’Ufficio scolastico regionale, il sindaco Matteo Biffoni, il presidente della Provincia Francesco Puggelli, il preside del Buzzi Alessandro Marinelli, i rappresentanti della Regione e delle categorie economiche e i rispettivi tecnici ed esperti legali. Si discuterà delle opzioni per dare una nuova veste giuridica al laboratorio e della possibilità di far riprendere l’attività nel breve periodo. Il Buzzi Lab è bloccato dal 2 settembre per decisione del nuovo preside Marinelli che ha disposto la sospensione amministrativa in autotutela per 3 mesi, dopo aver ricevuto, lo scorso 12 agosto, una sollecitazione dal nuovo direttore generale dell’Ufficio scolastico per la Toscana a ricondurre l’attività su un piano di piena reglarità e legittimità.
Le irregolarità riscontrate avrebbero a che fare con la preponderanza delle finalità privatistico-commerciali rispetto a quelle didattiche, pur essendo il laboratorio – da un punto di vista gestionale e di bilancio – del tutto integrato con la scuola. Un “nodo” che non ha consentito di approvare gli ultimi due bilanci dell’istituto Buzzi e che era all’attenzione del vecchio preside Serniotti. Fu proprio lui, assieme al responsabile del laboratorio Bartolini, a commissionare un anno e mezzo fa alla commercialista Irene Sanesi uno studio per capire quale forma giuridica assegnare al laboratorio, lasciandone il controllo al Buzzi. A giugno 2019 il team di lavoro di Irene Sanesi, al quale hanno collaborato altri professionisti e anche un notaio, produsse un parere motivato: in base al nuovo regolamento sulla contabilità degli istituti scolastici dell’agosto 2018, sarebbe stato possibile ricondurre l’attività del laboratorio ad una fondazione, interamente facente capo al Buzzi.
Il parere è agli atti del consiglio di istituto e la soluzione della fondazione era stata prospettata anche all’ufficio scolastico regionale, ma il nuovo direttore generale e il nuovo preside hanno deciso di bloccare l’attività del laboratorio, come del resto era nelle loro prerogative.

Domani il sistema imprenditoriale chiederà una revoca della sospensione amministrativa, mentre si cerca una soluzione di medio periodo per individuare il nuovo assetto societario. “Il provvedimento – afferma Andrea Cavicchi, presidente del settore Moda di Confindustria Toscana Nord – sta creando gravi danni al sistema produttivo e all’immagine del distretto. Ogni giorno che passa, si rischiano cause legali da parte dei clienti che lavorano con il laboratorio del Buzzi e si rischia di disperdere un patrimonio costruito in decenni di attività”.

“Domani – afferma il preside del Buzzi Alessandro Marinelli – ci sarà un importante incontro tra i rappresentanti della scuola, degli enti locali e delle categorie economiche, che hanno tutti il comune interesse a trovare le migliori soluzioni per il Buzzi Lab: assicurare una ripresa dell’attività nel più breve tempo possibile e configurare un nuovo soggetto giuridico che risolva definitivamente la situazione per la gestione futura. C’è piena sintonia tra me, il sindaco, l’ufficio scolastico regionale e la Regione Toscana affinchè si possa trovare una soluzione condivisa”.

1 Commento

  1. Chiudere di imperio un’attività produttiva così importante e fo cementare per il comparto produttivo pratese e l’immagine del Nuzzi è da irresponsabili il
    dirigente scolastico e il dirigente dell’usr dovrebbero dimettersi

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