Chiusura Buzzi Lab, Silli: “Sul tavolo c’era una soluzione per sanare il problema dello status giuridico. Adesso urge un ricorso al Tar”

“Mentre a Prato chiude un’azienda al giorno si decide di chiudere una realtà sanissima come il BuzziLab d’ufficio, mettendo in difficoltà tutto il comparto tessile pratese e parte di quello italiano ed europeo. Ma perchè in questo Paese c’è chi odia l’iniziativa privata e le imprese?”. Il deputato pratese di “Cambiamo” Giorgio Silli interviene duramente sulla vicenda della sospensione delle attività del BuzziLab, il cui cambiamento di status giuridico era allo studio già da mesi, con l’ipotesi di creare una Fondazione, mai concretizzata.
“A quanto pare la soluzione era già sul tavolo, confezionata da una squadra di professionisti e notai, su richiesta della scuola stessa – scrive Silli -. Si poteva scegliere se percorrerla e sanare l’annoso problema dello status giuridico del laboratorio oppure chiudere. Si è scelta l’ultima opzione, con danni devastanti per il distretto pratese e per il Buzzi stesso”.
I clienti – spiega Silli – sono già altrove, i tecnici hanno già ricevuto offerte da altri laboratori, molti fuori Prato; le multinazionali-clienti stanno pensando di intentare (giustamente) cause milionarie contro il Buzzi. La scuola non godrà più dei proventi del laboratorio, rischiando di diventare una scuola superiore qualsiasi dove ci si deve portare la carta igienica da casa. Una frittata così non l’ho mai vista in vita mia. Mai”.

Silli, ex allievo del più rinomato istituto pratese, aggiunge: ”Non ce l’ho con nessuno personalmente. Non credo che il preside, di Empoli ed ex preside di un liceo classico secondo quanto mi è stato riferito, potesse comprendere la portata di quello che avrebbe causato il suo atto dirigenziale. Probabilmente ha avuto mandato di fare così. Non capisco il perché…certo sarebbe gravissimo se tutto questo fosse scaturito, in maniera italianissima, da gelosie e invidie fra docenti e/o concorrenti del laboratorio”.

Il deputato di ‘Cambiamo’ indica infine una possibile soluzione: ”L’unica via per riaprire il laboratorio in tempi rapidissimi sarebbe un ricorso al TAR, sperando in una sospensiva dell’atto mentre vengono sanate le irregolarità: il ricorso potrebbe essere presentato da chi ha subito un danno dal provvedimento, quindi il consiglio di istituto stesso o dai tecnici che lavoravano nel laboratorio e che adesso rischiano di perdere il posto. Il resto sono discorsi, appunto, da burocrati”.

 

L’Associazione ex Allievi dl Buzzi: “Preoccupati per il futuro della scuola”

Sulla vicenda interviene anche il presidente dell’Associazione Ex allievi Buzzi Giuseppe Moretti: “Da più di 100 anni il Laboratorio di analisi dell’istituto Buzzi è stato un punto di riferimento per tutte le aziende del distretto pratese siano state esse tessili, chimiche o meccaniche. Grazie alla competenza dei suoi tecnici e alla lungimiranza dei suoi responsabili negli ultimi decenni ha visto incrementare il proprio posizionamento ai vertici mondiali del settore ricevendo attestati di stima e di fiducia da tutti i propri clienti dai maggiori brand del lusso alle più piccole realtà artigianali. Il Buzzi è sempre stato il BuzziLab e il BuzziLab è sempre stato il Buzzi, una sinergia che oltre ad aver messo a disposizione dell’Istituto fondi e risorse tecniche ha fatto si che il nostro Istituto diventasse una scuola davvero speciale. Se i nostri allievi sono in pochi anni arrivati alla quota di 2200 unità per ogni anno scolastico, in assoluta controtendenza rispetto all’andamento nazionale degli istituti tecnici, è stato anche grazie alla possibilità di poter usufruire delle strutture e delle competenze del BuzziLab. Le decine di gare di chimica vinte dai nostri allievi, la preparazione di primo livello dei tecnici che ogni anno si diplomano e il modello di professionalità che ci contraddistingue da sempre sono state il frutto di questo binomio fino ad oggi imprescindibile. Per questo la sua improvvisa e in un certo senso inspiegabile chiusura a nostro parere è un duro colpo non solo per il nostro distretto ma proprio alla nostra amata scuola. Il voler fare chiarezza è oltre che legittimo anche doveroso ma cercare di curare una possibile “patologia” sopprimendo il “paziente” non è mai la migliore strategia. Per questo siamo preoccupati; preoccupati per il futuro della nostra scuola, preoccupati per il futuro del Buzzi, preoccupati per i suoi futuri allievi e proprio per questo continueremo a appoggiare, sostenere e amare il Buzzi come da sempre abbiamo fatto”.

2 Commenti

  1. Concordo in modo assoluto con quanto detto….buttare il bambino con l’acqua sporca è come minimo da irresponsabili.

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*