Firenze punto di riferimento mondiale del dialogo cristiano-islamico: l’8 ottobre, in Santa Croce, arriva la “Giornata della Fraternità”

Firenze si conferma una delle capitali mondiali dell’operoso dialogo cristiano islamico. A ottocento anni dall’incontro tra Francesco di Assisi e il Sultano e a pochi mesi dalla Dichiarazione sulla Fratellanza Umana di Abu Dhabi, l’Opera di Santa Croce, con la Comunità dei Frati francescani minori conventuali, ha organizzato la Giornata della Fraternità, un’occasione di confronto internazionale che vedrà protagonisti, tra gli altri, il principe El Hassan bin Talal di Giordania, chair del Royal Institute for Inter-Faith Studies di Amman, e il neo cardinale Miguel Angel Ayuso Guixot (riceverà la porpora da Papa Francesco il 5 ottobre), presidente del Pontificio consiglio per il Dialogo interreligioso. Due attori di primo piano in uno scenario di dialogo caratterizzato da grande vitalità.

“La storia ci dice che la direzione del dialogo è quella giusta, la dichiarazione di Abu Dhabi ci ha incoraggiato a promuovere questa iniziativa proprio a Firenze che, a partire dall’azione di Giorgio La Pira, è la città del dialogo”, ha messo in evidenza don Alessandro Andreini vicepresidente dell’Opera di Santa Croce presentando stamani il convegno che si terrà martedì 8 ottobre nel Cenacolo di Santa Croce (ore 9.30).

“Per me che sono Iracheno, e per tanti che erano giovani come me 40 anni fa, La Pira era un grande leader, un rivoluzionario per le relazioni di pace tra i popoli – ha sottolineato Osama Rashid, segretario generale della Scuola fiorentina di alta formazione per il dialogo interreligioso e interculturale. A presentare l’iniziativa anche Giulio Conticelli dell’Università di Firenze, consigliere dell’Opera di Santa Croce che nell’archivio di Giorgio La Pira ha trovato le testimonianze del sindaco, a cui nel 1965 venne riconosciuta la cittadinanza onoraria della Giordania.

La Pira e il re di Giordania – “Prego il grande Signore di guidarci verso la Pace e la tranquillità a mettere in armonia i popoli del mondo assicurandoci benessere e prosperità. A lei signor Sindaco, al popolo fiorentino ed alla vostra cara città di Firenze noi porgiamo i nostro più fervidi e sinceri auguri”. È il 1957 e Hussein I di Giordania scrive al sindaco amico. “Il biglietto si trova nell’archivio Di Giorgio La Pira. Meraviglia l’attualità di quel messaggio: per contenuti e per toni è molto vicino alla Dichiarazione di Fratellanza di Abu Dhabi”, sottolinea Giulio Conticelli dell’Università di Firenze, consigliere dell’Opera di Santa Croce.

La città del dialogo – Firenze, città del dialogo, è ancora una volta crocevia di incontro. Qui la cooperazione tra le grandi religioni è fatta di gesti straordinariamente concreti, anche grazie alla decisiva azione del Comune di Firenze. Nel 2015 è stato firmato un Protocollo d’intesa fra i capi delle religioni cattolica, ebraica, islamica ed il Comune di Firenze, gettando le basi per la creazione della Scuola di alta formazione per il dialogo interreligioso e interculturale. La Scuola si rivolge ai politici e agli amministratori pubblici, a medici e operatori sanitari, agli insegnanti, alle forze dell’ordine e a tutti coloro che hanno interessi professionali, accademici o personali nella prevenzione e gestione di conflitti su base religiosa. “Nel corso di pochi mesi, attraverso un Progetto della Commissione Europea ha promosso incontri con oltre 250 studenti, in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti della Toscana ha svolto attività formative per oltre 500 giornalisti e, attraverso un accordo con la regione Toscana, inizierà nel 2020 a offrire corsi di formazione ai dipendenti pubblici”, dice ancora Osama Rashid. Nel 2016, inoltre, è stato sottoscritto il Patto di cittadinanza tra la Città di Firenze e la Comunità Islamica di Firenze e Toscana, il primo del genere in Italia.

Il confronto e il programma – Dall’incontro tra Francesco e il Sultano, a Damietta nel 1219, alla Dichiarazione sulla Fratellanza Umana di Abu Dhabi del 2019, sottoscritta da papa Francesco e dall’imam di Al-Azhar, Ahmad Al-Tayye. La storia e l’attualità delle relazioni tra due grandi religioni, la cristiana e l’islamica, sono al centro della Giornata della fraternità.

Del resto Santa Croce, luogo chiave della spiritualità francescana, conserva la memoria dell’incontro epocale tra Francesco e il sultano in tre opere: il dipinto di Coppo di Marcovaldo nella Pala Bardi, l’affresco di Giotto per la Cappella Bardi, e il rilievo di marmo scolpito da Benedetto da Maiano sul pulpito della navata centrale.

I lavori saranno aperti dall’introduzione del cardinale Giuseppe Betori e dai saluti del sindaco Dario Nardella, della presidente dell’Opera di Santa Croce Irene Sanesi, del prefetto Laura Lega, di padre Paolo Bocci, rettore della Basilica di Santa Croce e dell’imam Izzedin Elzir.

Il principe El Hassan bin Talal di Giordania rappresenta una dinastia che da decenni è impegnata nella realizzazione di un nuovo corso di relazioni tra i popoli e gli uomini di fedi religiose diverse, mentre il cardinale Ayuso Guixot, è un esperto nella costruzione di ponti culturali e spirituali: comboniano e missionario in Egitto e Sudan, è stato docente di Islamologia a Karthoum e al Cairo e, quindi, al Pontificio istituto di studi arabi e d’islamistica. Sono previsti gli interventi di padre Mauro Gambetti, custode del Sacro Convento di Assisi; del prefetto Michele Di Bari, Capo dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione del ministero dell’Interno; di Giulio Conticelli dell’Università degli Studi di Firenze, consigliere dell’Opera di Santa Croce. Conclude Alessandro Martini, assessore ai Rapporti con le confessioni religiose del Comune di Firenze. Il coordinamento del confronto è affidato a don Alessandro Andreini, vicepresidente dell’Opera di Santa Croce.

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