Il vescovo Nerbini incontra i giornalisti pratesi: «ricordate che dietro le notizie ci sono le persone»

Da sinistra Giorgio Bernardini, Gianni Rossi, David Bruschi, mons. Giovanni Nerbini, Leonardo Biagiotti, Claudio Vannacci, Azelio Biagioni e Giacomo Cocchi

«Avete un ruolo importante perché facendo bene il vostro lavoro potete davvero rendere un servizio prezioso alle persone, ma ricordate, dietro le notizie ci sono sempre volti, persone e forse anche delle sofferenze». Lo ha detto questa mattina il vescovo Giovanni Nerbini ai giornalisti delle redazioni locali di Prato invitati a pranzo nel chiostro di San Domenico per un vivere insieme un momento di reciproca conoscenza. È stata una chiacchierata informale che ha spaziato su molte tematiche, dalle impressioni sulla città, definita «bellissima e a dimensione umana», alle curiosità sulla quotidianità del vescovo, arrivato in diocesi meno di due settimane fa, lo scorso 7 settembre. Mons. Nerbini ha raccontato di alzarsi ogni giorno prima dell’alba per camminare un paio d’ore. «Una abitudine che avevo anche quando ero parroco a Rignano, in questi giorni sto camminando sulla ciclabile lungo il Bisenzio, è un momento tutto per me, dedicato alla preghiera e alla meditazione personale, durante il quale mi predispongo alla giornata che sta per cominciare», ha detto il Vescovo. Il nuovo Pastore di Prato ha anche detto di essere rimasto piacevolmente sorpreso di aver scoperto «una chiesa sorella particolarmente ricca di una vastità di impegni come gli oratori e le attività di carità e assistenza ai poveri».

Per quanto riguarda la realtà pratese, mons. Nerbini ha affermato che in questi primi tempi sta cercando di capire e conoscere la città. «Per farlo ho chiesto ad alcune persone di aiutarmi. Ci sono tante cose da conoscere prima di prendere decisioni. Trovare proposte su temi importanti, come ad esempio quello del lavoro, è difficile, se vogliamo dire qualcosa di serio occorre incontrarsi e studiare. Per natura – ha sottolineato – mi piace prendere le decisioni insieme: due intelligenze che pensano producono qualcosa di esponenziale».

Poi ha rivelato di non essere sui social, «non riesco nemmeno a leggere tutti i messaggi su whatsapp», e di sentirsi se stesso quando si trova «in mezzo alla gente», come ha detto nell’omelia il giorno dell’ingresso. «Nel comunicare, nello stare con le persone, ho sempre detto che la mia esperienza di insegnante mi ha segnato. Quando parlo guardo sempre chi ho davanti per capire se mi ascolta, se capisce quello che dico. Soprattutto i bambini. Tutto questo in un clima di assoluta semplicità», ha concluso il Vescovo.

All’incontro erano presenti David Bruschi caposervizio della Nazione di Prato, il direttore di Notizie di Prato e coordinatore della redazione pratese di Toscana tv Claudio Vannacci, Azelio Biagioni del Tirreno, il corrispondente del Corriere Fiorentino Giorgio Bernardini, il direttore di Tv Prato e dell’ufficio diocesano per le comunicazioni sociali Gianni Rossi e Giacomo Cocchi di Toscana Oggi.

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