Ricercatrice pratese a Bruxelles scopre e brevetta un sistema per sconfiggere l’antrace VIDEO

La sua scoperta è rivoluzionaria e rappresenta un decisivo passo in avanti nel contrasto alle malattie causate da batteri. Antonella Fioravanti, 36 anni, ricercatrice di Prato laureata a Firenze, lavora all’Università di Bruxelles (Vub) e nel luglio scorso ha pubblicato su Nature Microbiology – una tra le più importanti riviste scientifiche a livello internazionale – il suo ultimo studio. E la sua ricerca, durata quattro anni, sta già facendo il giro del mondo: la scienziata è riuscita a trovare una cura più efficace per guarire l’antrace.

Antonella spiega che il batterio dell’antrace è molto resistente perché dotato di una «armatura» fatta di proteine identificata fin dagli anni ’50, dunque già osservata, ma mai riprodotta in vitro e dunque fino a oggi mai analizzata in dettaglio. La grande scoperta di Fioravanti è quella di essere riuscita a ricreare in laboratorio questa corazza e poi a trovare un modo per distruggerla, mettendo così fuori gioco il batterio, grazie all’utilizzo di un «nanobody», un pezzetto di anticorpo preso dai lama. «Mi sono detta: se riesco a “strappare” questa armatura e lascio “nudo” il batterio posso danneggiarlo talmente da permettere al sistema immunitario di riuscire sconfiggerlo».

 

I batteri dell’antrace prima e dopo l’intervento scoperto dalla ricercatrice pratese

 

Un risultato senza dubbio eccezionale, destinato a cambiare le conoscenze scientifiche sull’antrace. La scoperta è stata brevettata e secondo la studiosa pratese il meccanismo di azione di questi nuovi antibiotici può essere usato anche per combattere altri tipi di batteri che causano malattie differenti. «Pensiamo ad infezioni ospedaliere, come quelle prodotte da Serratia marcescens: applicando questo sistema possiamo intervenire con maggiore efficacia».

La ricercatrice però non si definisce un «cervello in fuga»: «Mi sento una scienziata e una cittadina europea, sono laureata in Italia, mi sono perfezionata in Francia e ho compiuto le mie ricerche in Belgio. Sono convinta che questo sia il modo giusto di fare ricerca: muovendosi si impara, si porta e si prende, parlare con il mondo apre la mente».

 

 

Alla ricerca della dottoressa Fioravanti è stato dedicato un ampio servizio pubblicato sul settimanale Toscana Oggi

 

Giacomo Cocchi

Commenti

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*