Scissione Pd, i fedelissimi di Renzi (Biffoni in pole) rimangono nel partito

Restano nel Partito democratico tutti i fedelissimi di Renzi, dal deputato Antonello Giacomelli al sindaco Matteo Biffoni al consigliere regionale Nicola Ciolini. I big del Pd a livello locale non hanno ceduto alle sirene dell’ex segretario di partito ed ex premier Matteo Renzi, che ha annunciato il suo addio. L’ultima scissione risale ad appena due anni fa, quando un altro ex segretario, Luigi Bersani, dette vita all’esperienza di Mdp. Adesso un altro scossone, da parte di colui che, oggi “senatore semplice” per così dire, aveva portato il Pd ai suoi massimi storici, creando una corrente che a livello locale aveva fatto presa su più di un amministratore in Toscana, vedi Dario Parrini a Vinci, Dario Nardella a Firenze e lo stesso Biffoni. Tutti, oggi, dichiarano di rimanere all’interno del Pd. “Io resto nel Pd, non vado da nessuna parte – afferma Matteo Biffoni -. Mi sono visto qualche giorno fa con Renzi e ho anche provato a convincerlo a rimanere: le battaglie si combattono all’interno di un partito. Non posso negare che questa sia una ferita politica, ma io continuo il percorso che ho iniziato”.

Il segretario provinciale del Pd Gabriele Bosi è fiducioso che non ci saranno spostamenti negli equilibri a livello locale. In giunta nessuno starebbe facendo un pensierino sulla creatura centrista a cui Renzi darà vita e lo stesso ex premier avrebbe assicurato che non creerà liste in contrapposizione al Pd nei comuni e nelle Regioni. “Sinceramente non ho ben capito le motivazioni alla base della scissione – dichiara Bosi -. Di solito ci sono rotture o scontri di idee profondi che questa volta non ho visto. In presenza di una destra ancora molto forte, dividere ulteriormente il campo del centrosinistra ci indebolisce, perciò non approvo questa scelta. Poi, ogni scissione comporta una competizione: spero che tutto resti nell’alveo della collaborazione e che questo non intacchi passaggi complessi come quello delle regionali”.

Il consigliere comunale Lorenzo Tinagli, che recentemente ha partecipato alla scuola politica di Renzi, non nasconde di essere in difficoltà e dichiara che prenderà una decisione dopo la Leopolda di ottobre. Fortemente critico un altro giovane consigliere comunale, Marco Biagioni, che in un post su Facebook chiede a “Renzi e ai suoi” di scusarsi con “le donne e gli uomini che ogni giorno si fanno un mazzo tanto per coinvolgere le persone nel nostro progetto e che non meritano tutto questo”. Con Biagioni, tutto il gruppo dei Giovani Democratici, che commenta così la mossa di Renzi, sempre sui social: “Siamo di fronte ad una mossa che, per quanto legittima, è frutto di un mero calcolo di convenienza arrivato dopo aver messo per l’ennesima volta i propri uomini all’interno di un esecutivo nato solo una settimana fa”. Il consigliere regionale Nicola Ciolini si dice “sorpreso” dell’addio di Renzi ma conferma di essere un convinto sostenitore del Pd e del sistema maggioritario. Così come la collega in Regione Ilaria Bugetti: “Sono stata in minoranza per 4 anni, non mi è mai venuto in mente di far valere le mie ragioni al di fuori del partito”, commenta Bugetti.

 

LS

1 Commento

  1. Condivido la presa di posizione dell’amico Tinagli..vedremo dopo la Leopolda a cui parteciperò .. visto che appare una mossa per dare respiro ad una area di centro che guarda al centro sinistra nella logica anti sovranista al fine di coinvolgere nel centro sinistra il popolo di centro che è sempre stato determinante nel paese per governarlo

    Co-Fondatore di adesso Prato
    Presidente centro studi Prato 2.0
    Presidente centro giovani il
    Pianeta
    Dr. Roberto Pagliocca

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