Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, l’assemblea ha eletto nove nuovi soci. A breve la nuova sede dell’ente, che torna in centro

Sono nove i nuovi soci che entrano a far parte dell’assemblea della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato. Questo l’esito della seduta che si è tenuta alla Camera di Commercio. Si tratta di Alberto Batisti, direttore artistico della Camerata Strumentale “Città di Prato”, degli imprenditori Andrea Belli e Maurizio Sarti, Marco Ciatti soprintendente dell’Opificio delle Pietre Dure, Roberto Macrì presidente della Fondazione Opera Santa Rita, don Luciano Pelagatti parroco e canonico capitolare della Cattedrale di Santo Stefano, la presidente dell’associazione Giorgio La Pira Elena Pieralli, l’avvocato Anna Giannerini e Pietro De Maria, noto pianista. Sono stati confermati per il secondo mandato Andrea Cavicchi, Mario Assuero Marchi, Giovanni Santi. Alla votazione si è arrivati dopo una impegnativa fase istruttoria che ha visto al lavoro il consiglio di indirizzo e la stessa assemblea dei soci. Sono stati individuati una serie di profili dei settori della cultura, del terzo settore, dell’imprenditoria e delle professioni. Dei 16 nuovi soci proposti in sette non hanno ottenuto la maggioranza dei voti, stessa sorte per uno dei quattro soci proposti per un nuovo mandato.
“L’elezione di nuovi soci è positiva ed è un segnale di apertura della Fondazione alla città. Mi congratulo con chi è stato eletto. Si tratta di persone che daranno un buon contributo al lavoro comune” ha commentato il presidente Franco Bini, che però non ha nascosto il rammarico per la bocciatura degli altri sette candidati, tra cui diversi imprenditori, giovani e donne. “Da una parte sono contento per queste persone che sono state elette perché tutte persone sicuramente valide che daranno un ottimo apporto alla fondazione, quando vedo nella parte del bicchiere mezzo vuoto sono dispiaciuto perché gli esclusi sono sicuramente persone che avrebbero meritato di fare parte della fondazione sicuramente altrettanto valide e meritevoli di essere votate” ha affermato Bini. “Faremo una riflessione nel consiglio di indirizzo per analizzare queste indicazione di voto, a distanza di poche ore mi è sembrato che un gruppo si è organizzato per sostenere particolarmente una parte dei nominativi che il consiglio di indirizzo ha presentato” ha aggiunto il presidente della Fondazione.

Il consiglio, nella fase istruttoria, aveva indicato una serie di criteri di selezione individuati in un’ottica di rinnovamento dell’assemblea: rappresentatività ed esperienza; equilibrio di genere; età e ricambio generazionale; equilibrio per ambiti di impegno e professioni. I principi generali per l’elezione dei soci della Fondazione sono fissati dall’articolo 11 dello Statuto. Per la prima volta è stato utilizzato il nuovo sistema di elezione con la maggioranza semplice dei votanti, come previsto dalle modifiche dell’articolo 22 dello Statuto apportate per garantire maggiore efficacia all’azione dell’ente (hanno recentemente ottenuto il via libera del ministero dell’Economia e Finanze). Al voto non hanno partecipato, come da Statuto, i soggetti facenti parte del consiglio di amministrazione e del consiglio di indirizzo. Hanno votato 40 soci. Lo Statuto della Fondazione prevede che il numero massimo dei soci sia 120 (84 nominati dall’assemblea e 36 designati dagli enti del territorio). Prima di stasera i soci erano 93 (60 di elezione assembleare – di questi 10 donne e 50 uomini con un’età media di 72 anni) e 33 indicati dagli enti.

Il processo di rinnovamento della Fondazione va avanti. L’obiettivo del presidente Bini è quello di arrivare a una riforma generale dello statuto dell’ente entro la fine del suo mandato. “Abbiamo fatto questa mini riforma dello statuto che ha portato l’abbassamento del quorum e questo è già qualcosa che ha consentito di poter mettere dei soci in più. Abbiamo appunto in mente come consiglio di fare una revisione più generale dello statuto entro la scadenza del mandato, perché come tutti abbiamo bisogno di un restauro di una modernizzazione anche nella fondazione” ha spiegato Bini.

Intanto si guarda ai prossimi adempimenti, a cominciare dall’approvazione entro il mese di ottobre del documento programmatico di previsione per il 2020. Bini si è detto ottimista riguardo alle risorse che verranno erogate in favore di associazioni, istituzioni ed enti pratesi nel 2020. “Dovremmo essere in grado di mantenere almeno i 900 mila euro messi a disposizione quest’anno” ha affermato Bini.

E sempre entro la fine del mese la Fondazione Cassa di Risparmio di Prato traslocherà nella nuova sede di Palazzo Gatti, che si affaccia sulla piazzetta Buonamici (nella foto). Lo storico palazzo è appartenuto alla famiglia Bocchineri, che intorno al 1760 ristrutturò e unificò precedenti abitazioni dandogli l’aspetto che tuttora conserva. Nell’Ottocento poi ci fu il passaggio ai Pazzi di Firenze. Si tratta di un ritorno in centro storico per la Fondazione, che dopo la rottura con l’ex Banca Popolare di Vicenza e l’abbandono di Palazzo degli Alberti, si era trasferita in via Traversa Fiorentina. “Il nostro ritorno in centro è il segnale della volontà della Fondazione si essere sempre più vicina alla città e alle altre istituzioni” ha commentato il presidente Bini.

I NUOVI SOCI

Alberto Batisti

Pratese, insegna Storia della musica al Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano. È il direttore artistico della Camerata Strumentale “Città di Prato” e di “Rete To­scana Classica”. È stato critico musicale di Paese sera e di Repubblica, direttore artistico del Teatro Verdi di Pisa, degli Amici della Musica di Perugia e della Sagra Musicale Umbra. Ha fondato il Premio di Composi­zione Sacra «Siciliani» con il Pontificio Consiglio della Cultura.

Andrea Belli

Nato a Prato nel 1949, ha creato la propria azienda nel 1993 ed ancora oggi la sta gestendo con dedizione e propensione all’innovazione. È stato presidente provinciale di Confartigianato Imprese di Prato e ha presieduto l’Associazione Nazionale dei Tessili di Confartigianato Imprese. Nel 2018 gli è stata è stata conferita l’onorificenza di Cavaliere del Lavoro.

Marco Ciatti

Nato a Prato, laureato in Storia dell’Arte nel 1977. So­printendente dell’Opificio delle Pietre Dure dal 2012 dove ha diretto i lavori di restauro su molti importanti capolavori. Dal 1998 è docente a contratto presso varie Università. Autore di oltre 400 pubblicazioni e di numerose conferenze sul restauro presso istituzioni culturali internazionali.

Pietro De Maria

Premio della Critica al Concorso Tchaikovsky di Mo­sca nel 1990, Primo Premio al Concorso Dino Ciani Teatro La Scala (1990) e al Géza Anda di Zurigo (1994). Nel 1997 è Premio Mendelssohn ad Amburgo. Primo pianista italiano ad aver eseguito e inciso per DECCA l’opera omnia di Chopin, è Accademico di Santa Ce­cilia e docente al Mozarteum di Salisburgo.

Anna Giannerini

Vive a Prato ed è madre di due figli. Diplomata al Liceo Classico, si è laureata in Giurisprudenza presso l’Università di Firenze con una tesi in Diritto romano. Esercita la professione di avvocato, nell’ambito de diritto civile e amministrativo, con studio a Prato e a Bologna. Consigliere e tesoriere dell’Ordine degli Avvocati di Prato dal 2010 al 2019.

Roberto Macrì

Nato a Prato nel 1961. È sposato e ha quattro figli. Formato nell’associazionismo cattolico e nel volontariato sociale e civile. Bancario dal 1981 si impegna nella CISL fino a diventarne segretario regionale. Dal 2006 è presidente della Fondazione Opera Santa Rita. Cooperatore vicepresidente di Coop 22, presiede una società sportiva ed è consigliere della Fondazione Parsec.

Luciano Pelagatti

È parroco e canonico capitolare della Cattedrale di Santo Stefano. E’ un profondo conoscitore delle tra­dizioni liturgiche e del patrimonio artistico e culturale del duomo. Gestisce le esigenze della cattedrale dal punto di vista liturgico, logistico e organizzativo.

Elena Pieralli

Nata a Prato nel 1964, si è diplomata al Liceo Classico Cicognini e ha frequentato la facoltà di Giurispruden­za. Dal 2002 fa parte del gruppo dei volontari dell’As­sociazione Giorgio La Pira, che gestisce la mensa e il dormitorio. Ha fatto parte del consiglio direttivo e dal 2010 ne è presidente. Questi anni passati all’interno dell’associazione le hanno dato la possibilità di cono­scere da vicino persone e una parte significativa della città di Prato.

Maurizio Sarti

Nato a Prato nel 1970, è sposato con due figli. Si è diplomato come perito tessile all’ITIS Buzzi ed è laureato in Economia e commercio. Sovrintende l’area commerciale e organizzativa del Lanificio Faliero Sarti, storica azienda fondata dal nonno nel 1949. Dal 2012 al 2015 è stato presidente di Pratofutura, dal 2018 è presidente di PratoTrade.

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