Interporto, Francesco Querci è il nuovo presidente: “Intermodalità e ampliamento verso Campi Bisenzio le priorità”

Potenziamento dell’intermodalità, concretizzazione del progetto d’ampliamento verso Campi Bisenzio e un piano complessivo di apertura alla città. Sono i principali obiettivi di mandato del nuovo presidente dell’Interporto della Toscana Centrale, Francesco Querci che si è insediato assieme al nuovo consiglio d’amministrazione composto da Andrea Dominijanni, Luca Giusti, Francesca Fani e Fabia Romagnoli. “Ci sono sfide cruciali che attendono l’Interporto – spiega Querci – A cominciare dall’impulso decisivo per lo sviluppo della funzione intermodale. Intendo quindi il potenziamento del sistema integrato che permetta di trasportare su ferro quello che oggi viene movimentano su gomma. Noi vogliamo potenziare il servizio dei trasporti e della logistica a livello toscano per poi collegarci col resto del mondo. In fondo è la stessa Commissione Europea a chiedercelo, perché attraverso questo sistema si lavora pure sulla sostenibilità ambientale, riducendo inquinamento e traffico”. Uno dei primi passi concreti verso il futuro assetto dell’Interporto si terrà già martedì 29 ottobre. Dalle 9.30 alle 13 nei locali dei magazzini generali all’interno della struttura di Gonfienti si terrà il convegno “Il trasporto intermodale: leva di crescita per il territorio toscano”. A organizzarlo lo stesso Interporto assieme a Logistica Uno in partnership con istituzioni locali e associazioni di categoria. Parteciperanno alcune fra le più importanti aziende nei settori della grande distribuzione, logistica, tecnologia, trasporti e innovazione come San Pellegrino, Coop, Unieuro, Cantine Bonacchi e Msc. “Si parlerà dello sviluppo dell’Interporto all’interno del sistema intermodale logistico nazionale e internazionale – concludono Querci e Ciulli -. E quindi delle opportunità di collegamento che possono portare ai porti di Livorno, di La Spezia e a Verona come hub per il nord Europa”. Per il momento partono treni per La Spezia due volte la settimana. Per Livorno e Verona, per il momento, ci sono le infrastrutture ma non i convogli, anche se da Interporto si conta di panificare questi collegamenti entro la fine dell’anno. Questo tipo di sviluppo operativo porta alla previsione di un volume d’affari intorno ai 2 milioni e mezzo di euro, 1,5 in più rispetto a quanto raggiunto nel 2019. La parte immobiliare frutta a Interporto 5 milioni di euro all’anno; sia Querci che il direttore di Interporto Daniele Ciulli specificano che, a fronte delle continue richieste sia da parte di ditte di spedizione che di aziende di produzione in cerca di nuove basi, si privilegeranno quei soggetti che, oltre al deposito, siano interessati anche ai servizi in ambito intermodale.

La prima novità arriva direttamente da Roma, dove il ministero dell’Ambiente ha firmato il decreto di Via per il progetto di ampliamento verso Campi Bisenzio. Adesso manca solo la controfirma da parte del ministero ai Beni Culturali e poi l’iter sarà concluso. “Una volta che tutti i tasselli saranno definiti – prosegue Querci – potremo andare a dialogare col Comune di Campi Bisenzio per attivare le procedure operative”. L’area destinata urbanisticamente all’Interporto è di 250mila metri quadri. “Prenderemo di nuovo contatti con tutti i soggetti interessati all’area e allo sviluppo intermodale – sottolinea il direttore dell’Interporto, Daniele Ciulli – Alcune aziende sono già state individuate. E non dimentichiamo che questo piano porterà occupazione per tutta la Piana. In ballo ci sono circa 300 posti di lavoro fra collaboratori diretti e indotto (circa 1.500 quelli attuali NdR)”. Attualmente sono presenti 60 aziende all’interno di Interporto: da spedizionieri internazionali come DSV e Fercam, DB Shenker e Albini e Pitigliani (interessato anche ad allargarsi), fino a operatori di medie dimensioni come Nieddu e Arcese. In standby la grande distribuzione. Infine Querci punta forte sul dialogo con la città, aprendo le porte dell’Interporto per iniziative organizzate con associazioni, privati e istituzioni. “Vogliamo fare diventare l’Interporto un’opportunità di crescita per la città – conclude – Abbiamo uno spazio verde interessante, un’area privata che può avere uso pubblico, di circa 190mila metri quadrati, che potremmo mettere a disposizione di Prato con un progetto condiviso”.

 

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