“Crescere a Prato”: associazioni e istituzioni insieme per difendere i diritti di bambini e ragazzi

Presentata stamani l’iniziativa “Crescere a Prato”, la prima tappa di un progetto che vuole costruire una vera e propria rete cittadina per la promozione dei diritti dei bambini e per la prevenzione dell’abuso, rendendo più forte la collaborazione tra coloro – che con ruoli diversi – si occupano dell’infanzia e dell’adolescenza in città.

Erano presenti l’assessore alla pubblica Istruzione Ilaria Santi, Maria De Simone dell’ufficio Scolastico Regionale per la Toscana, la presidente di Pamat Monica Pratesi e i coordinatori del progetti.

Con questo obiettivo Pamat, l’associazione impegnata da anni per i diritti di bambini e ragazzi, insieme al Comune, alla Provincia e all’Ufficio Scolastico e alla Società della Salute, con il sostegno di Cesvot, ha organizzato – per venerdì 15 novembre – una riflessione che coinvolge scuola, istituzioni, professionisti ed operatori, per fare il punto su come si cresce a Prato. La tempistica di avvio del progetto non è casuale. Il prossimo 20 novembre si celebrano infatti i sessant’anni della Dichiarazione Universale dei diritti del fanciullo e i trent’anni della Convenzione ONU sui diritti del fanciullo. Crescere a Prato si terrà nel Palazzo Comunale e nelle Sale di Palazzo Buonamici, sede della Provincia, a partire dalle ore 9. I riflettori sono puntati sulla quotidianità e sui percorsi di crescita dei bambini e dei ragazzi che vivono a Prato. Si lavorerà su cinque tavoli tematici: si parlerà di scuola e servizi sociali, di stare bene a scuola, di rete per fronteggiare l’abuso, di minori e dispersione scolastica, di dimensione giovanile e social media.

“Il progetto, che partirà venerdì 15 novembre, ha una tematica molto importante che al tempo stesso porta con sé una sfida – ha dichiarato l’assessore alla pubblica istruzione Ilaria Santi -, quella di parlare ai bambini e agli adolescenti di oggi. Nei cinque tavoli tematici saranno presenti, oltre ai tanti attori come avvocati, specialisti, docenti e dirigenti, anche il vicesindaco e assessore alla salute e alle politiche sociali Luigi Biancalani e l’assessore all’innovazione e agenda digitale Benedetta Squittieri”

Sono stati chiamati a raccolta insegnanti e dirigenti scolastici, responsabili e operatori dei servizi sociali, avvocati e magistrati, esperti della Asl, rappresentanti della Prefettura, della Questura. Quella di venerdì, come dicevamo, costituisce la prima tappa del progetto. Nel maggio 2020 è infatti previsto un appuntamento conclusivo per la cittadinanza, dove si farà il punto su crescere a Prato, partendo dai risultati del lavoro dei tavoli tematici. Ma le iniziative di Pamat per celebrare i diritti dei bambini e dei ragazzi non si fermano qui. L’associazione lancia, in questa occasione, anche un contest che viene proposto ai ragazzi delle scuole secondarie di primo e di secondo grado. Il titolo è Difendi la vita e il suo scopo è proprio quello di far lavorare i ragazzi per verificare a che punto siamo, a Prato, sull’attuazione della Convenzione dei diritti del fanciullo. Sono pronti a partecipare gli studenti degli istituti Copernico, Mazzei, Rodari e Dagomari.

“L’associazione Pamat ha pensato di celebrare i sessant’anni della Dichiarazione Universale dei diritti del fanciullo e i trent’anni della Convenzione ONU sui diritti del fanciullo coinvolgendo tutto l’anno avvenire – ha affermato la presidente di Pamat Monica Pratesi -. Infatti, da novembre in poi, lavoreremo su dei tavoli tematici dedicati agli operatori del settore in modo da attivare la comunità educante, costituita non solo dagli insegnanti e dai genitori ma in generale dalle istituzioni, contro i maltrattamenti e gli abusi di minori. Questi tavoli proseguiranno i loro lavoro durante tutta la primavera del 2020 fino ad arrivare a maggio in cui il risultato di quest’attività sarà portato alla città con un evento pubblico, dove saranno premiati anche gli elaborati dei ragazzi delle scuole che hanno partecipato al contest “Io ci credo” dal tema difendi la vita”.

Il contest prevede un incontro generale introduttivo sul diritto alla vita, condotto dagli avvocati volontari del progetto Io ci credo e un laboratorio di approfondimento, in cui i ragazzi saranno chiamati a realizzare un cortometraggio o uno spot pubblicitario, oppure un portfolio fotografico, o ancora la simulazione di un processo penale. Verranno selezionate un numero massimo di sei classi, delle quali tre saranno protagoniste del laboratorio finalizzato alla realizzazione del filmato o del documentario fotografico e tre di quello per la simulazione del processo.

Per maggiori informazioni: www.pamat.it

Commenti

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*