Fondazione OdG Toscana acquisisce fondo Barni: donato archivio con oltre settemila immagini sulla storia di Prato dagli anni’40

Un primo importante passo verso la creazione di un ‘archivio diffuso’ dei fotoreporter toscani. Anche per questo la Fondazione dell’Ordine dei giornalisti della Toscana ha acquisito, per effetto di una donazione, il Fondo Barni. Si tratta di un fondo, spiega una nota, che comprende oltre 7.100 scatti tra fotografie, negativi e diapositive che ripercorrono la storia di Prato dagli anni ’40 fino ad oggi. Le fotografie spaziano dalla cronaca, alla politica al mondo dell’arte e dello spettacolo fino allo sport. Foto e negativi sono stati ordinati e catalogati per poter rappresentare e trasmettere alle future generazioni un pezzo importante della storia e del costume di Prato.”La prima fotografia è quella di un capo partigiano che commemora i caduti, subito dopo la fine della II Guerra Mondiale – spiega Fabio Barni – Attraverso queste fotografie si può ripercorrere la storia della città di Prato, dal punto di vista della crescita urbanistica, del cambiamento dei costumi”.
Dalle manifestazioni contro il nucleare, all’uccisione del notaio Gianfranco Spighi da parte delle Brigate Rosse, dalla costruzione dell’ospedale Misericordia e Dolce alle tecniche di lavorazione dei cenciaioli, alle corse ciclistiche con Bartali e Coppi, fino alla cittadinanza onoraria data ad Alberto Sordi: tantissimi i momenti storici che è possibile rivivere attraverso gli scatti del Fondo. “Tra le foto più significative c’è quella dell’inaugurazione del monumento ‘Forma Squadrata’ – racconta ancora Barni – La statua realizzata da Henry Moore nel 1972 per una mostra a Forte Belvedere, piacque ad alcuni imprenditori pratesi che l’acquistarono e la fecero rimontare in piazza San Marco. E’ la statua che oggi tutti i pratesi conoscono come il Buco” per la sua conformazione.
Il patrimonio del Fondo Barni potrà essere utilizzato dalla Fondazione dell’Ordine dei Giornalisti della Toscana anche per realizzare iniziative e esposizioni. Le foto saranno conservate temporaneamente nella sede della Fondazione a Firenze. “L’acquisizione del Fondo Barni è un importante primo passo per la costituzione dell’Archivio dei fotoreporter toscani – ha commentato Carlo Bartoli, presidente della Fondazione – Il nostro obiettivo è non disperdere un patrimonio immenso come quello dei fotoreporter che negli anni hanno raccontato per immagini la storia della Toscana. A questo scopo è in via di completamento una ricognizione di tutti gli archivi a rischio dispersione nella regione per attivare intese con enti e associazioni interessati a salvaguardare la memoria delle comunità nella seconda metà del Novecento”.
Tra le iniziative, sono in corso contatti anche con il Comune di Prato per valutare in maniera congiunta le iniziative da intraprendere per acquisire e valorizzare l’archivio di Nedo Coppini, storico fotoreporter de La Nazione di Prato. Il censimento degli archivi dei fotoreporter toscani non più
in attività è stato sostenuto da Fondazione Cr Firenze.

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