La Fondazione Cassa di Risparmio di Prato torna in centro: inaugurata la nuova sede a Palazzo Gatti

Una scelta per la città, per dare valore al centro storico. Così il presidente Franco Bini ha spiegato ieri pomeriggio nel corso della cerimonia di inaugurazione la scelta della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato di tornare ad avere la sua sede in centro, al primo piano di Palazzo Gatti in via Cairoli, negli spazi che sono stati a lungo l’appartamento di rappresentanza della Prefettura. Con numerosi soci e consiglieri sono intervenuti il sindaco Matteo Biffoni, il prefetto Rosalba Scialla, e il vescovo Giovanni Nerbini che ha benedetto gli uffici.

“La scelta di tornare in centro è dettata dalla volontà di stare accanto alla città e alle sue istituzioni, contribuendo alla vitalità del centro – ha messo in evidenza Bini – Ci eravamo allontanati in periferia, abbandonando Palazzo Alberti nel momento in cui la Popolare di Vicenza ha tradito risparmiatori e Fondazione. Ora siamo tornati, inizia una nuova fase”.

In qualche modo il palazzo viene restituito anche ai cittadini. Nelle prossime settimane sarà sede della presentazione dell’ultimo numero della rivista Prato Storia e Arte, mentre a primavera si sta già pensando a promuovere alcune giornate di apertura e visita speciali.

A svelare i segreti di Palazzo Gatti –appartenuto a potenti famiglie pratesi e fiorentine – è stato l’architetto Claudio Cerretelli, storico dell’arte ma anche consigliere della Fondazione. “Il palazzetto fu creato tra il Quattrocento e il Cinquecento unificando edifici preesistenti – ha spiegato – nel Seicento ci vissero i Bocchineri, ricca famiglia pratese che prende il nome da Bartolomeo, un celebre capitano di ventura noto come il Boccanera”.

Sul finire del Settecento il palazzo passa alla famiglia Pazzi di Firenze, non si sa se per acquisto o per eredità. Nel 1916, infine, diventa proprietà dei Gatti a cui appartiene anche oggi. Il piano nobile, dove ha sede la Fondazione, è caratterizzato da eleganti stucchi e da dipinti a tempera di Stefano Catani. Ancora ben conservata la cappella privata del palazzo. Sull’altare l’immagine di Maria Maddalena dei Pazzi, la carmelitana santa che, bambina, probabilmente trascorse le sue estati nella villa di famiglia a Montemurlo.

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