Lanificio Bellucci, filatura Biagioli e Filpucci vincono la decima edizione dello Stefanino

Lanificio Mario Bellucci, Filpucci e filatura Biagioli Modesto sono i vincitori della decima edizione del Premio Santo Stefano. L’annuncio è stato dato questa mattina, 26 dicembre, dal vescovo di Prato monsignor Giovanni Nerbini, al termine del solenne pontificale celebrato in cattedrale nel giorno del santo patrono della città.

Anche quest’anno, come nella scorsa edizione, gli «Stefanini d’oro» sono andati a tre aziende del comparto tessile, il cuore delle attività produttive del distretto industriale di Prato. Il Premio Santo Stefano, chiamato così in onore del patrono della città e della diocesi, è riconosciuto a quelle realtà che hanno saputo coniugare il rispetto delle regole e della concorrenza con il successo imprenditoriale. Si tratta dunque di un riconoscimento pensato per dare merito a chi dà lavoro e riesce a stare dentro il mercato senza dimenticare la dignità della persona.

In questa decima edizione del Premio, il comitato promotore composto da Diocesi, Comune, Provincia, Fondazione Cassa di Risparmio e Camera di Commercio ha scelto tre aziende di lungo corso che hanno saputo imporsi sul mercato nazionale e internazionale portando il nome di Prato nel mondo. Una speciale menzione è andata anche all’azienda oleo vinicola Marchesi Pancrazi di Montemurlo, perché «con i loro vini pregiati si è fatta conoscere e apprezzare nel mondo».
Dal 2011 il Premio è andato a 38 aziende del distretto produttivo di Prato. Di queste 25 fanno parte del settore tessile, mentre le altre sono impegnate in diversi settori: alimentare, edile, elettronica e hi-tech, cosmetico e meccanico.
Come detto i vincitori sono stati scelti da comitato promotore tra un ampia rosa di nomi indicati dalle istituzioni cittadine e dalle associazioni di categoria. Da tre anni è possibile segnalare le candidature in modo spontaneo e personale attraverso il sito web della Diocesi di Prato.

La cerimonia di consegna degli «Stefanini» si terrà sabato primo febbriaio 2020. Sotto, in tre schede sintetiche, è descritta la storia e la produzione delle tre aziende vincitrici.

LE SCHEDE DELLE AZIENDE VINCITRICI 2019-2020

FILPUCCI

È tra i leader mondiali per la produzione di filati creativi di alta gamma da maglieria. I suoi prodotti sono frutto di un importante lavoro di ricerca e sperimentazione riconosciuto a livello internazionale. È la Filpucci, filatura nata nel 1967 con Leandro Gualtieri, imprenditore pratese dotato di ingegno e passione per il lavoro. Tra le innovazioni che hanno fatto storia possiamo ricordare l’introduzione della viscosa per le lavorazioni a maglia e la rivoluzione dei fili grossi e voluminosi ma iperleggeri brevettati col nome di Soffili. La sede storica della filatura è a Capalle (Campi Bisenzio), territorio di fatto inserito nel distretto tessile pratese. Da tempo il gruppo si è dotato di una presenza all’estero, dove la produzione mantiene intatto tutta la sua qualità e il suo valore. Nell’azienda lavora anche la seconda generazione di famiglia grazie alla presenza di Federico Gualtieri, figlio di Leandro.

LANIFICIO BELLUCCI

Fondato nel 1950 a Prato il lanificio Mario Bellucci è da sempre specializzato nella produzione di tessuti innovativi conosciuti e apprezzati non soltanto in Italia ma a livello internazionale. La ricerca e lo stile delle creazioni sono uno dei fiori all’occhiello dell’azienda, giunta alla terza generazione. Da anni il lanificio Bellucci ha intrapreso una «politica verde», incentrata non solo sul miglioramento della qualità del tessuto ma anche sull’adozione di processi sostenibili e compatibili nella produzione. Quest’ultima attenzione è frutto di una radicata responsabilità sociale che oltre a dare un approccio creativo e dinamico al lavoro ha permesso di riconvertire tutta la produzione in ottica sostenibile riuscendo così a ottenere capi al 100% rigenerati. L’azienda ha sede a Prato in via Francesco De Sanctis.

FILATURA BIAGIOLI MODESTO

Impegnata dal 1919 nella produzione di filati cardati di eccellente qualità la filatura Biagioli Modesto si è fatta conoscere per la realizzazione di raffinate creazioni in maglieria e tessitura. Le materie prime sono ricavate da filati naturali come cashmere, seta, cammello, angora, alpaca e lino accuratamente selezionate nelle regioni d’origine e trasformate interamente in Italia, nei suoi stabilimenti. La sede dell’azienda gestita da Franca Biagioli è a Montale, in via Gramsci, in una zona del territorio pistoiese storicamente inserita nel distretto tessile di Prato. Il ciclo lavorativo viene svolto nel rispetto della compatibilità ambientale, una attenzione confermata dalla piena e convinta adesione al progetto Detox promosso da Greenpeace con l’obiettivo di eliminare le sostanze pericolose per l’uomo e per l’ambiente a monte della filiera produttiva.

Commenti

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*