Scosse di terremoto nel Mugello: paura nella notte anche a Prato. Torna regolare la circolazione dei treni. Scuole chiuse a Vernio e Materne a Vaiano

Risveglio brusco nella notte per molti pratesi. È stato avvertito anche in città il terremoto di magnitudo 4.5 registrato a Scarperia e San Piero, in provincia di Firenze, nel Mugello. A darne notizia è l’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, che ha registrato una dozzina di scosse nell’arco di alcune ore, già a partire dalla serata di ieri. Quella di maggior intensità è avvenuta alle 4,37 ed è stata avvertita chiaramente dalla popolazione, anche a Prato e in altre province della Toscana. L’ipocentro è stato localizzato a una profondità di 9 km, a cento anni precisi dall’ultimo grave sisma che colpì il Mugello.
In città non si è registrato alcun danno e le scuole sono aperte. Il Comune ha incaricato tecnici ingegneri, in collaborazione con l’Ordine professionale, per sopralluoghi sugli edifici pubblici, a partire dalle scuole. I sopralluoghi sono stati avviati dalle prime ore di questa mattina e sono tutt’ora in corso.

 

La scossa è stata avvertita particolarmente nella Valle del Bisenzio e, in città, ai piani alti. Gente è scesa in strada a Prato, subito dopo aver avvertito il sisma.
Le scuole sono chiuse, oggi, nel Comune di Vernio, come anche le Materne nel Comune di Vaiano.
La circolazione ferroviaria, rimasta bloccata fino alla tarda mattinata sulla vecchia direttissima Prato – Bologna, sulla linea Prato – Firenze e Prato – Pistoia-Lucca-Viareggio, e sull’Alta velocità, è tornata pressoché regolare; si segnalano solo alcuni ritardi contenuti.

La foto mostra la pieve di San Silvestro a Barberino di Mugello lesionata nella parte alta del loggiato sulla porta d’ingresso. In Provincia di Prato, invece, al momento non si registrano danni gravi, a edifici o persone, salvo alcune piccole lesioni nella Badia di Vaiano e in quella di Vernio.

 

La situazione è stata monitorata nel corso della notte dalla sala operativa della Protezione civile della Valbisenzio alla presenza dei tre sindaci di Vaiano, Vernio e Cantagallo. Sono già iniziate le operazioni di controllo del patrimonio edilizio e degli eventuali danni agli edifici. Come detto in via precauzionale a Vernio oggi sono chiuse le scuole e tutti gli edifici pubblici, proprio per permettere il controllo delle effettive condizioni di fruibilità e agibilità. Chiuse anche le scuole di Vaiano, escluse le scuole medie oggetto nei mesi scorsi di interventi di consolidamento antisismico.

Una prima raffica di scosse più deboli si era verificata a partire dalle 20,30 di domenica 8 dicembre, ma quella notturna è stata avvertita in tutta la Toscana e in Val di Bisenzio molta gente è scesa in strada. Oltre cento le richieste di intervento in Vallata da parte di famiglie, che si sono rivolte alla protezione civile o ai vigili del fuoco affinchè svolgessero verifiche strutturali a seguito di crepe o distacco di intonaci o calcinacci dai muri delle abitazioni. Per coordinare gli interventi dei pompieri nel territorio valbisentino (alle 18 di oggi  pomeriggio ne erano stati effettuati 51 con 23 ancora in lista di attesa) è stato allestito un posto avanzato di comando mobile a Vaiano, accanto alla sala di Protezione civile che serve tutta la Val di Bisenzio, attivata fin dalle 5 di stamani per raccogliere le richieste di aiuto della popolazione. Per fortuna non ci sono stati feriti e nessun edificio è stato dichiarato inagibile.

Per domani, martedi 10 dicembre, a Vernio, Cantagallo e Vaiano le scuole saranno tutte aperte, ad esclusione della scuola materna di Sofignano, dove i tecnici dovranno eseguire un piccolo intervento di consolidamento sulle scale. 

 

Abitazione lesionata a Vaiano

 

In Mugello sono mobilitati vigili del fuoco, insieme a carabinieri e volontari delle Misericordie per prestare soccorso alla popolazione e transennare le aree a rischio. Le scuole sono state chiuse in via precauzionale. “Ci sono alcune case lesionate e anche la chiesa e la canonica di Barberino sono state dichiarate inagibili. Ci segnalano qualche criticità in alcune frazioni periferiche e quella è la priorità per il momento: raggiungere tutte le frazioni, anche le più isolate, valutare la situazione ed eventuali necessità e nel caso lasciare un presidio per assistere le persone”, spiega il presidente delle Misericordie della Toscana, Alberto Cosinovi. Non risultano al momento danni a persone.

 

 

 

Questa mattina anche il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, si è recato sul posto per fare il punto e incontrare gli amministratori locali per una prima valutazione dei danni e delle iniziative da attivare per fronteggiare l’emergenza. Anche il prefetto di Firenze Laura Lega si è recata in Mugello così come il cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, per portare
vicinanza ai sacerdoti delle parrocchie del territorio e per rendersi conto di persona della situazione relativa a possibili conseguenze per gli edifici religiosi.

Subito dopo la scossa più forte nella notte è partito alla volta del Mugello anche un gruppo di volontari di Ramunion Italia, associazione sino-italiana con sede a Prato che si occupa di protezione civile, scambi culturali e sport, per mettersi a disposizione dei soccorsi e fare anche visita anche alle abitazioni delle famiglie di origine cinese residenti nelle zone di San Piero a Sieve Scarperia, epicentro dello sciame sismico.

 

i volontari Ramunion Italia

 

I sopralluoghi sono stati svolti insieme alla Misericordia. “In strada abbiamo incontrato molte persone impaurite – sottolinea in una nota Luca Zhou Long, presidente di Ramunion Italia – e il segretario della nostra associazione Luigi Xienong Yu si è immediatamente messo in contatto con la Misericordia di Scarperia, per mettere a disposizione il nostro gruppo per un eventuale piano di soccorso. Insieme a loro siamo così partiti per un giro di ricognizione. A fianco degli uomini e le donne della Misericordia abbiamo visionato le strade, le facciate degli edifici e parlato con molte persone che si trovavano all’aperto in quei momenti. Abbiamo inoltre fatto sopralluoghi alle abitazioni di famiglie di origine cinese che vivono nella zona”.

 

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