Addio a Foenna Caciotti Tomada, la signora dello “Stella d’Italia”

Se ne va, alla veneranda età di 99 anni, Foenna Caciotti Tomada, la signora dello storico «Stella d’Italia». La morte è avvenuta questa mattina, a pochi giorni dal suo compleanno, festeggiato circondata dall’affetto dei suoi familiari.

Foenna era conosciutissima in Prato, una delle ultime – o forse davvero l’ultima – signore della Prato che fu. Nata Caciotti, la famiglia che gestiva tra Ottocento e Novecento l’omonimo albergo di piazza del Duomo, poi chiamato “Stella d’Italia, aveva proprio in quelle sale visto la luce nel 1921 e vissuto per quasi tutta la sua lunga esistenza. Una donna all’avanguardia, potremmo dire. Allieva del Conservatorio di San Niccolò e di Madre Cecilia Vannucchi, si laureò in Lettere nel 1942. Si recava in Facoltà a Firenze in treno, rimaneva a studiare in biblioteca fino a tardi e la sera – cosa davvero inusuale per l’epoca – rientrava a casa da sola. Proprio all’Università conobbe Mario Tomada che da Udine si era trasferito a Firenze per studiare Filosofia. Fu un’amore a prima vista: i due si sposarono nel febbraio del 1944, mentre Prato viveva il fronte della guerra. Ma anche da insegnante affiancava il babbo Duilio e poi Mario nella gestione dello Stella d’Italia; insieme con il marito decise nel 1955 di dare vita all’Hotel Flora, in via Cairoli.

Per intere generazioni di pratesi lo Stella d’Italia ha rappresentato una sorta di luogo mitico, scenario ambito e prediletto dei banchetti di matrimonio e delle feste più esclusive. Per questo Foenna è stata, nell’immaginario collettivo un simbolo dell’ospitalità, una donna amata e apprezzata per le sue doti personali e la sua energia inesauribile.

Ebbe due figli: Gabriele, noto avvocato e tra i più impegnati e incisivi esponenti della Democrazia Cristiana pratese e poi del Partito Popolare, e Rodolfo, che ha proseguito l’attività di famiglia e attualmente è presidente provinciale di Federalberghi. Rimasta vedova nel 1997, quando ormai lo Stella d’Italia era stato chiuso, ebbe la gioia di vedere il Palazzo Vestri – sede un tempo dell’hotel -riaperto nel 2008, grazie alla Provincia; ma passarono pochi anni e poi quelle porte tornarono a chiudersi.

Donna di grande fede, ha avuto sempre come propri riferimenti la cattedrale e la basilica delle Carceri.

Attualmente la salma è esposta nelle cappelle del Commiato della Misericordia, in via Convenevole. Il funerale verrà celebrato domani, sabato 1 febbraio, alle ore 16, proprio alla basilica delle Carceri.

G.R.

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