Arrestata la banda di ladri che dava un nome agli arnesi da scasso FOTO

Avevano dato un nome agli attrezzi da scasso usati per commettere furti: “Giorgione” la mazza da demolizione; “Giorgio” il piccone maleppeggio; “Francesca” il piede di porco. Nomi scritti al computer, stampati su carta e appiccicati sul manico degli arnesi. La banda che li utilizzava è finita in manette nell’ambito di un’operazione dei carabinieri: Mauro Belsito, 26 anni, Sebastian Ahmetovic, 53 anni e Simone Ahmetovic, 25 anni, tutti e tre nati a Prato e pluripregiudicati per reati contro il patrimonio, sono stati arrestati alle 5,30 del mattino per furto aggravato in concorso.

I militari del nucleo investigativo, con il supporto di agenti in borghese della polizia municipale, li hanno sorpresi mentre riportavano nella casa di uno di loro, a Poggio a Caiano, la refurtiva delle scorribande notturne compiute a bordo di due vetture, una Ford Ka nera e una Renaul Clio nera. Proprio da quest’ultima utilitaria, i tre ladri stavano scaricando una lavatrice del valore di 700 euro, rubata quattro ore prima all’interno della tappezzeria Lin, gestita da cittadini cinesi a Quarrata. La banda aveva forzato la porta di ingresso e sottratto anche le monetine del distributore di snack e bevande, per un totale di 27,70 euro. Le due auto usate per i furti sono state sequestrate assieme al materiale da scasso: pinze, cacciaviti, un martelletto, guanti, torcia, chiave inglese e i tre pezzi da novanta che avevano meritato un appellativo proprio. “Giorgione”, “Francesca”, e “Giorgio” erano forse i nomi in codice utilizzati per definire gli arnesi nelle telefonate in cui si pianificavano i furti, per sviare le indagini in caso di intercettazioni.

Gli inquirenti riferiscono della presenza delle vetture usate dalla banda in orari notturni e in luoghi dove sono stati messi a segno altri furti. L’appello a chi riconoscesse i volti dei tre soggetti è a collaborare affinchè si possa fare luce su eventuali altri colpi.
Da agosto scorso ad oggi sono quattro le batterie di “topi di appartamento” cadute nella rete investigativa dei carabinieri del comando provinciale di Prato. “Il risultato è frutto di un forte e quotidiano impegno nelle indagini in questo settore che sono migliorate grazie ad un’attenta e più scrupolosa analisi del fenomeno” commenta il comandante Marco Grandini. Nell’ultimo anno i furti in abitazione a Prato e provincia sono diminuiti del 12,5% passando dai 1.127 del 2018 ai 987 del 2019.

 

1 Commento

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*