Aumento capitale Gida, Confindustria: “Stupore per le esternazioni di Brogi”

“Leggiamo con non poco stupore le dichiarazioni del presidente di Gida Alessandro Brogi circa proposte che intende portare al Consiglio di amministrazione di stasera e che irritualmente ha ritenuto di esternare alla stampa prima ancora di sottoporle ai consiglieri e di – casomai – anticiparle ai soci”. Confindustria Toscana Nord non ha gradito le esternazioni del presidente di Gida, Alessandro Brogi, che poco prima del cda ha lanciato tramite un comunicato stampa la proposta di aumentare il capitale di 4,5 milioni di euro.

“Il problema è, in sé e per sé, ben noto anche a Confindustria Toscana Nord, e non da ora. Sono anni che questa associazione esprime fortissime preoccupazioni per la tenuta dei conti di Gida, messi a dura prova da una situazione impiantistica che avrebbe richiesto investimenti in grado di frenare l’emorragia di denaro dovuta all’esternalizzazione di servizi, primo fra tutti lo smaltimento dei fanghi. Investimenti – aggiunge COnfindustria – che la società avrebbe potuto fare se vi fosse stato un atteggiamento di maggior apertura e disponibilità da parte delle istituzioni pubbliche, restie, come troppo spesso accade, a impegnarsi nella realizzazione di infrastrutture con valenza ambientale. La consapevolezza della necessità per Gida di denaro fresco è talmente viva in Confindustria Toscana Nord che quest’ultima – cosa che il presidente Brogi omette di citare nel suo intervento – ha versato il 30 dicembre nelle casse della società 1,5 milioni di euro a titolo di prestito, a condizioni di estremo favore per la ricevente. Non ci risulta che analoghe iniziative siano state assunte dagli altri soci di Gida. Va aggiunto inoltre che le imprese che fruiscono del servizio di depurazione hanno accettato di accollarsi nel 2019 un incremento una tantum di 700.000 euro, sempre al fine di immettere in Gida denaro fresco e di venire incontro alle necessità finanziarie della società; anche per il 2020 si profilano per le imprese consistenti oneri aggiuntivi. Se si sceglie di parlare della situazione finanziaria di Gida e dell’impegno dei soci sarebbe opportuno farlo senza trascurare fatti di questo genere, che trascurabili non sono di certo” conclude Confindustria.

Commenti

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*