Il distretto manifatturiero di domani: le proposte di “Prato Futura”

Una riflessione attenta e profonda su un distretto manifatturiero che sta cambiando pelle, quello di Prato, e che sta trovando nuove prospettive di crescita di cui occorre essere ben consapevoli.
Un settore tessile che si è molto ridotto nella presenza di unità locale e addetti all’industria, ma che continua ad essere un riferimento importante a livello internazionale e per l’economia locale, cercando di contrastare la competizione internazionale con determinazione, con effetti sulla tenuta delle esportazioni nonostante l’aumento sproporzionato delle importazioni e l’andamento altalenante della bilancia commerciale.
Queste le indicazioni per Prato che sono scaturite dal dibattito avvenuto ieri a Pratofutura tra i soci, il Prefetto Rosalba Scialla, le istituzioni del territorio tra cui i vertici della Provincia, del Comune di Prato e del Comune di Poggio a Caiano, i rappresentanti del Pin, di tutte le categorie economiche e dei sindacati che hanno raccolto l’invito a partecipare alla serata. Relatore il Prof. Marco Bellandi, Presidente del Corso di Economia e Management dell’Università di Firenze, che è partito dai dati raccolti con la borsa di studio alla memoria di Giacomo Becattini istituita dal Comune di Prato dopo la Sua scomparsa.

Nonostante le evidenti difficoltà, il distretto ha tenuto alta l’immagine delle produzioni locali, scommettendo sulla sostenibilità delle produzioni, l’economia circolare e la qualità dei prodotti. Ma è il momento di soffermarsi sulla dimensione territoriale delle politiche economiche, perché le aziende non possono essere sole nella competizione, che è diventata anche competizione fra territori.
Occorre inoltre rafforzare i temi dello sviluppo, ampliando il dialogo con nuovi attori, protagonisti di storie imprenditoriali di successo in altri campi oltre il tessile, di cui Prato è particolarmente dotata per una propensione particolare all’imprenditoria e al lavoro autonomo qui più diffusa che altrove.
“Un gran compito per Pratofutura” sostiene il Presidente Stefano Betti “che vuole proporsi sul territorio come un tavolo neutro di confronto sui problemi concreti, dando spazio sia alle questioni impellenti e quotidiane ma anche alla individuazione di scenari di medio periodo che siano condivisi da tutti gli attori economici”.
Un impegno che si traduce in obiettivi già ben chiari: la sensibilizzazione nella raccolta di dati statistici che raccontino meglio Prato; la possibilità di una pubblicazione edita da Pratofutura con le opinioni dei soci ed imprenditori sul futuro dell’area; la proposta di riprendere con una veste rinnovata “Gli Incontri di Artimino”, preziose giornate di studio sul distretto pratese con la partecipazione di una rete internazionale di ricercatori e studiosi organizzate da Iris Ricerche, sospese da un paio di anni.
Per impostare il programma di lavoro sarà attivata una newsletter di comunicazione tra i soci. Se interessati a riceverla, si prega di segnalare a pratofutura@pratofutura.it

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