La Chiesa della Sacra Famiglia compie 50 anni: un libro ne ricorda la storia

Il 2020 è un anno speciale per la parrocchia della Sacra Famiglia: 50 anni fa, nel 1970, venne consacrata la chiesa della zona del ponte Petrino. Il progetto degli architetti Silvestro Bardazzi e Francesco Gurrieri era assolutamente innovativo per l’epoca e ancora oggi l’edificio a tronco di piramide con sette lati irregolari mantiene intatta tutta la sua originalità.

La data esatta dell’anniversario cadrebbe il 5 aprile (Domenica delle Palme) ma la parrocchia ha deciso di ricordare la ricorrenza nel periodo in cui solitamente celebra la festa patronale della Sacra Famiglia. La data è sabato 18 gennaio alle 17 con la recita del rosario, a seguire messa presieduta dal vescovo Giovanni Nerbini alla quale sono stati invitati gli ex parroci a concelebrare.

Nell’occasione sarà presentato e distribuito il libro di storia e memoria della parrocchia scritto dal parroco don Giovanni Chiti insieme a Raffaello Giorgetti, Lucia Pugi e Piero Doni. «Quella della Sacra Famiglia è stata una delle prime chiese a seguire le linee del Concilio Vaticano II – dice don Chiti –, l’altare sembra un grande palcoscenico, intorno al quale si sviluppa la partecipazione del popolo di Dio alla celebrazione».

Nella pubblicazione anche gli articoli di Claudio Cerretelli, che descrive la storia del territorio a partire dai secoli degli etruschi e dei romani, per arrivare ai giorni nostri, e dell’architetto Chiara Bardazzi, figlia del progettista originario Silvestro, che spiega come nacque l’idea della chiesa: «mio padre diceva: è un sasso rotolato dalla Calvana». «Le pietre di questi monti sono lisce, spigolose, color bianco argenteo e la Sacra Famiglia nasceva richiamandosi proprio a quelle pietre, in una zona in forte espansione, tra il nuovo Ponte Petrino (inaugurato nel 1966) e il Viale Borgo Valsugana», scrive Bardazzi nella pubblicazione.
La festa prosegue domenica 19 gennaio alle 17 con il concerto di canti lirici e sacri eseguiti dal coro Vox Artis diretto dal maestro Leonardo Laurini.

Posa della prima pietra con il vescovo Fiordelli

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