Pratese pubblica la prima guida in italiano sulla Transiberiana

È uscita a dicembre in libreria la prima guida in italiano sulla Transiberiana, la ferrovia più lunga del mondo, che taglia trasversalmente la Federazione Russa attraversando due continenti. Lunga 9288 chilometri, la ferrovia Transiberiana collega la capitale Mosca con la città di Vladivostok, il principale porto russo sul Mar del Giappone e, quindi, sulla costa del Pacifico.

L’autore è Andrea Cuminatto: nato e cresciuto a Campi Bisenzio, lavora come giornalista a Prato. Dopo aver intrapreso questo viaggio in treno nel 2018, ha redatto una guida pubblicata da Polaris Editore. Le foto invece sono di Eleonora Burroni, che ha intrapreso il viaggio con lui.
Dopo le prime presentazioni pre-natalizie a Campi Bisenzio, Pisa e Verona, il 2020 vedrà una lunga serie di serate in diverse città italiane, dove non si parla del libro come in una classica presentazione, ma si narra l’avventura del viaggio attraverso foto, video e racconti di aneddoti e curiosità. Due serate saranno a Prato: il 10 gennaio alle 21 al circolo Acli ‘Giorgio La Pira’ di (via Donizetti 66); il 29 gennaio alle 21 al Centro Civico (via Guazzalotri 23), quest’ultima organizzata dall’associazione “Il Villaggio” e dal presidente provinciale Anc.e.Scao Angelo Festa.

Al confine fra Europa ed Asia

Negli anni passati in libreria sono uscite altre pubblicazioni su questo tema, ma si tratta per lo più di narrativa di viaggio: racconti di chi ha percorso la ferrovia Transiberiana (o una delle varianti: Transmongolica e Transmanciuriana). Questa invece vuole essere una vera e propria guida, completa di ogni informazione pratica necessaria all’organizzazione del viaggio, a partire dall’ottenimento del visto fino ai dettagli per pianificare al meglio l’itinerario. Tutte le oltre 150 fermate del treno sono descritte, insieme alle informazioni storiche sulla costruzione della ferrovia e a qualche pagina di “diario di bordo” per dare un po’ di colore al testo.

Cosa c’è da vedere e conoscere in questo viaggio? Nelle pagine di “Transiberiana” non si parla solo delle città e dei monumenti, ma anche delle differenti etnie e culture che compongono la Federazione. Nei 6 giorni e 6 notti di tragitto ininterrotto, dal finestrino del treno si vede cambiare la natura circostante, passando dalle cime dei monti Urali alle profondità del lago Baikal. E nel frattempo cambiano le tradizioni, la cucina, la religione: dalle moschee del Tatarstan si arriva ai templi buddisti della Buriatia, passando per gli altari sciamanici del Baikal.

Il grosso del viaggio l’autore l’ha compiuto in terza classe – il vagone da 54 letti senza scompartimenti, come una grande camerata – dove ha potuto entrare a pieno nella cultura russa condividendo tempo, cibo, esperienze con i locali. E proprio le persone conosciute a bordo treno si sono rivelate la più grande sorpresa del viaggio. Per saperne di più, gli appuntamenti sono il 10 e il 29 gennaio.

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