Abusi su minore, la perizia sulla 31enne imputata esclude problemi psichiatrici. La difesa chiede l’attenuazione della misura cautelare

Non ci sono patologie psichiatriche e non c’è vizio di mente. È giunto a queste conclusioni il neuropsichiatra Renato Ariatti (nella foto), incaricato dal Tribunale di effettuare una valutazione sulle condizioni psichiche della 31enne, imputata di violenza sessuale sul ragazzo (oggi sedicenne) che la frequentava per lezioni di inglese e con cui ha avuto un figlio, nato nell’agosto 2018.
Secondo il professionista la 31enne era “pienamente capace di intendere e volere” nel corso della relazione con il ragazzo che è durata molti mesi. “Non ci sono sintomi clinici, ma c’è solo una personalità, come tutti ce l’abbiamo, senza alcun vizio di mente” ha detto Ariatti, la cui relazione potrebbe essere presa in esame anche dal Tribunale dei Minori per la valutazione sull’affidamento dei figli minori della donna.
Nell’udienza di oggi due consulenti della difesa, entrambi psicoterapeuti, hanno presentato la loro relazione delineando la personalità della donna e il grado di attendibilità della presunta vittima. Sulla base delle perizie di parte e della perizia del professor Ariatti, gli avvocati difensori Mattia Alfano e Massimo Nistri hanno chiesto l’attenuazione della misura cautelare per la propria assistita, che è agli arresti domiciliari, proponendo il divieto di comunicazione con il ragazzo.
Il processo – che vede imputato, per alterazione di stato, anche il marito della donna, accusato di aver mentito sulla paternità del figlio avuto da sua moglie col ragazzo – si avvia alla conclusione: nella prossima udienza, il 16 marzo, ci saranno la requisitoria e le arringhe dei difensori. La sentenza è prevista alla successiva udienza del 23 marzo.

Commenti

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*